Paolo Maldini
Paolo Maldini (©Getty Images)

Il sogno è svanito, lo ha scritto Paolo Maldini nel suo comunicato su Facebook. La leggenda rossonera ha deciso di non fare ritorno nel club in cui ha militato da giocatore dal 1978 al 2009. Una lunga trafila che lo ha portato dal settore giovanile a diventare capitano della Prima Squadra e ad alzare tanti trofei importanti.

Da anni tanti tifosi speravano di rivedere una figura come la sua nel Milan, soprattutto vista la povertà di leader carismatici in squadra. Maldini è stato da molti indicato come il personaggio ideale per trasmettere nuovamente il milanismo in un ambiente che da tempo aveva smarrito la proprietà identità e i propri valori. Marco Fassone ha provato a convincerlo, i cinesi speravano di potersi presentare con un ritorno eccellente in società. Ma il sogno, come dicevamo, è svanito.

Paolo ha deciso di rifiutare l’offerta di diventare il futuro direttore tecnico del Milan. Non una questione di soldi, come qualcuno aveva scritto, ma di competenze e autonomia decisionale. Maldini avrebbe voluto una maggiore indipendenza nello svolgere il proprio impiego. Inoltre non ha probabilmente gradito il fatto che i cinesi gli abbiano dedicato soli pochi minuti per parlare. Forse si aspettava un dialogo di altro tipo con chi si assumerà la responsabilità di comprare il club e di rilanciarlo. Lecito, anche perché l’ex capitano non è uno qualsiasi.

La decisione di Maldini è rispettabilissima, condivisibile o meno che possa essere. Lui ha avanzato determinate richieste e la controparte non le ha accettate. Ci sta, anche se il dispiacere di non rivedere Paolo al Milan è tanto. Magari lui avrebbe potuto accettare il ruolo offerto, vista la sua non esperienza da dirigente, e rivedere dunque le pretese. Ma così non è stato. Peccato, un’occasione persa, una sconfitta per ciò che poteva essere e che non sarà.

Il ritorno di Maldini avrebbe rappresentato una garanzia importante per i tifosi, più tranquilli sul futuro societario. Ovviamente il fallimento dell’operazione non significa che i cinesi non abbiano intenzioni serie per rilanciare il Milan. Però in mesi nei quali la chiarezza nella vicenda inerente la cessione e le prospettive del club non ha certo regnato (ancora non si sa chi compra), aggiungere il ‘tassello Maldini’ avrebbe tranquillizzato l’ambiente. Non ci resta che attendere novità, sperando siano positive. Il viaggio di Fassone in Cina sarà importante e pare che verso il 20 ottobre una delegazione cinese possa sbarcare a Milano. Vedremo…

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)

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