José Sosa e Joao Mario (©getty images)

MILAN NEWS – Il posto da regista e metronomo del Milan è praticamente nelle sue mani, visto l’infortunio ancora non completamente smaltito da Riccardo Montolivo e la condizione troppo acerba di Manuel Locatelli. Tocca all’argentino José Ernesto Sosa prendere per mano una squadra ad oggi in difficoltà.

Interpellato dalla Gazzetta dello Sport il calciatore classe ’85 ha ammesso di star vivendo una seconda giovinezza in questo ruolo più centrale. Ma la sua analisi sul momento dei rossoneri dopo le ultime delusioni in campionato è precisa: “Le ultime sembravano vittorie sicure, per tutti. Per noi e in generale, e invece non è stato così. Fisicamente siamo a posto, dovremo essere più decisi nell’approccio, più concentrati fin dal primo minuti di partita. Così tutto piò cambiare. Non c’è più tempo da perdere, dobbiamo riprenderci subito. Siamo tutti carichi come è normale che sia e ci batteremo per una vittoria che sarebbe importantissima. Alla Roma toglierei Dzeko, perché è quello che fa gol. Ma attenti anche al mio amico Perotti e a Salah, è da loro che partono i pericoli”.

Sosa ammette che il Milan ha perso per strada troppi punti, ma che l’obiettivo europeo deve e può ancora essere raggiunto: “Potevamo essere più avanti in classifica, abbiamo regalato tanti punti contro squadre che potevamo benissimo battere. Non dobbiamo più ragionare così ma andare avanti per vincere sempre, che davanti ci sia l’Empoli o la Roma, il Crotone o l’Atalanta. Il Milan, per la sua storia, deve lottare per il primo posto. Per farlo deve ripartire e ricominciare ad andare in Europa, riabituarsi alla fatica della doppia partita alla settimana. Davvero c’è qualcuno che vorrebbe evitare sesto posto e preliminari? E chi sarebbe? Certo non noi, i nuovi vertici del club ci hanno ribadito l’obiettivo e anche prima si parlava sempre e solo di Europa”.

Infine una considerazione sul ruolo da regista che gli ha cucito addosso Vincenzo Montella: “Ho giocato più di quanto speravo di fare all’inizio, per questo sono felicissimo. Mi sono abituato a una posizione nuova, visto che prima giocavo più avanti. Pensare a un gol con la Roma è bellissimo ma complicato: io avvio l’azione, gli altri la chiudono. All’inizio mi fischiavano ma noi sudamericani siamo gente tosta e abituata: critiche o applausi non cambiano il lavoro. Io cerco di dare il meglio e credo sinceramente di averlo fatto, in un ruolo non mio. E magari Montella mi ha allungato la carriera”.

 

Redazione MilanLive.it