Sandro Nesta
Alessandro Nesta (©Getty Images)

MILAN NEWS – Indimenticabile il trascorso rossonero di Alessandro Nesta, uno dei difensori più forti degli ultimi 20-30 anni in Italia e nel mondo. Il centrale romano ha vinto praticamente tutto con la maglia del Milan, dallo scudetto fino a ben due Champions League.

Intervistato oggi dal Corrriere dello Sport, Nesta direttamente da Miami dove sta imparando a fare l’allenatore, ha ricordato l’esperienza milanista col sorriso sulle labbra: “Non volevo andare via dalla Lazio. Io non mi vedevo fuori da quella società, da quella squadra, non ero pronto a prendere la valigia e lasciare quello che era stata fino ad allora, almeno  calcisticamente, la mia vita. Io avevo giocato solo lì e pensavo che avrei finito alla Lazio. Due anni prima ero stato richiesto dal Real Madrid e avevo rifiutato. Oggi se ci penso… Però il destino mi ha premiato e sono finito al Milan, quasi costretto. Ma oggi ringrazio Dio: ho vinto quello che ho vinto, sono stato meravigliosamente a Milano. Ancelotti il migliore: ci ha fatto vivere bene il calcio e vincere tanto”.

I ricordi in maglia rossonera sono tanti, belli e brutti: “A Istanbul una delle più grosse delusioni della mia vita, dopo la finale di Champions persa ai rigori col Liverpool. Ci misi 6-7 mesi a tornare in me. Ma ricordo anche la partita giocata a Barcellona col Milan. Io ero già vecchiotto e davanti c’era un certo Messi. Facemmo 2-2 e viste le mie condizioni fisiche precarie penso di aver giocato una delle mie migliori partite”.

Nesta ha poi elogiato quello che per molti è il suo erede naturale, Alessio Romagnoli, difensore del Milan che ha scelto la sua storica maglia numero 13: “Il mio erede? Mi pare Romagnoli. Spero che faccia una carriera importante. Io credo però che un giocatore per affermarsi debba giocare la Champions League, debba fare i Mondiali, debba fare stagioni in vetta e poi credo che possa essere valutato per quello che è. Deve competere al top per essere classificato al top”.

 

Redazione MilanLive.it