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Inzaghi: “La magia di Milan-Liverpool vive dentro di me”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:24
Filippo Inzaghi
Filippo Inzaghi (©Getty Images)

MILAN NEWS – 23 maggio 2007. Solo chi c’era può spiegare le emozioni della calda ma piovigginosa serata di Atene. Il Milan sollevava al cielo la sua settima Champions League della storia, soprattutto grazie alle reti del suo implacabile numero 9.

Per Filippo Inzaghi fu probabilmente la serata più bella e intensa della carriera, visto che la sua doppietta consentì al Milan di mettere in pratica la migliore delle rivincite contro il Liverpool e portare a casa il meritato trofeo. Oggi la Gazzetta dello Sport ha interpellato Super Pippo per celebrare il decennale di quella vittoria: “Quel giorno mi svegliai carico. Mi avvicinai alla finestra e guardai fuori: mancava ancora tanto tempo alla partita e non vedevo l’ora di scendere in campo. Stavo benissimo, che è qualcosa di diverso che essere in forma. E’ qualcosa di più: sentivo di poter fare qualcosa di eccezionale. Di immortale. La fiducia era legata al lavoro in allenamento, alla bravura dei miei compagni, alla consapevolezza di poterci prendere una bella rivincita sul Liverpool e pure sul destino visto che io nel 2005 non avevo giocato e alla serenità di Carlo Ancelotti, che la sera prima mi aveva detto: ‘Pippo, in finale segnerai due gol’ “.

Inzaghi ha un ricordo vivido delle sue gesta in quella notte ateniese, due reti che restano scolpite nella storia del calcio: “La punizione: Pirlo calcia, io mi sposto perché so dove andrà la sua palla. Magari do fastidio al portiere, magari la tocco e lo spiazzo. Infatti: deviazione, gol, 1-0 per noi. Nel secondo tempo siamo bravi a contenere fino a quando Kakà alza la testa e io scatto. E’ il gol più «lungo» della mia vita: corro con la palla al piede, vedo Reina venirmi incontro, decido di dribblarlo, lo salto e calcio rasoterra, piano piano, preciso preciso. Gol! Corro verso la bandierina, impazzito di felicità. Abbiamo vinto, siamo campioni d’Europa. Mi danno anche il premio di man of the match. Non capisco nulla per alcune ore, a cena mangio pochissimo. Per dieci notti non dormirò. E dieci anni dopo la magia di Atene è ancora dentro di me.”

 

Redazione MilanLive.it