Suso
Suso (©Getty Images)

MILAN NEWS – Alla faccia di chi dice che Jesus Suso è un calciatore scomodo e che non sa adattarsi al cambiamento tattico del Milan. Non c’è cosa più ingiustificata da dire, visto che lo spagnolo in Italia ha giocato quasi dappertutto.

Suso per caratteristiche nasce fantasista, dalla scuola dei ‘piccoli ma forti’ che vede i suoi connazionali David Silva, Isco e Koke esserne i capostipiti. Ma la bravura del classe ’93 è stata quella di immedesimarsi in un calcio molto più tattico come quello italiano e rispondere presente ad ogni richiamo dei suoi allenatori. L’esordio fu un esempio concreto: come ricorda il Corriere dello Sport nel gennaio 2015 il suo esordio assoluto con il Milan arrivò in Coppa Italia contro la Lazio, quando Filippo Inzaghi lo lanciò in emergenza come terzino sinistro improvvisato, al posto di Albertazzi.

Tanti i ruoli in cui Suso è stato schierato successivamente: ha giocato da esterno di centrocampo sempre con Inzaghi, mentre Sinisa Mihajlovic lo vedeva più trequartista centrale dietro le due punte, ma lo spagnolo non ebbe molta fortuna in questa posizione tra le linee. Meglio nel prestito al Genoa, dove mister Gasperini gli diede la chance di esprimersi liberamente partendo da destra nel suo 3-4-3 standard. Tornato al Milan è stato accolto positivamente da Vincenzo Montella che lo ha piazzato sulla destra nel tridente d’attacco e dichiarandolo intoccabile dopo poche partite. Ora un nuovo ruolo, seconda punta mobile nel 3-5-2, ultimo dogma tattico dei rossoneri. Suso dovrà ancora una volta immedesimarsi e garantire qualità e impegno.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it