Arrigo Sacchi
Arrigo Sacchi (©Getty Images)

MILAN NEWS – Uno che di sfide d’alta classifica se ne intende come Arrigo Sacchi non poteva non essere interpellato nel giorno di Napoli-Milan, match che non varrà ancora scudetti o trofei ma che ha sempre un certo fascino storico.

L’ex tecnico rossonero, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha pronosticato l’andamento del duello del San Paolo: “Sono curioso, perché dopo una sosta non si sa mai come le squadre riprenderanno il cammino. Il Napoli sta dominando, è vero, ma la vittoria del Milan, in trasferta, sul Sassuolo, potrebbe aver ridato energie ai rossoneri. Il Napoli è una bellissima macchina, però ha sempre bisogno di viaggiare al massimo per ottenere il risultato. E quando il motore non gira a dovere. Un colpaccio Milan? Non mi sorprenderebbe, sempre che il Napoli non sia al massimo. La squadra di Sarri ha un solo modo per raggiungere l’obiettivo: il gioco. Altre strade non ci sono: sui calci da fermo non è formidabile, sulla forza non si può basare. Dunque è soltanto attraverso la velocità della manovra che può mettere l’avversario al tappeto. E se il Milan riesce a rallentare le azioni, può scapparci la sorpresa

News Milan, Arrigo Sacchi e gli amarcord contro il Napoli

L’ex tecnioc rossonero ha ricordato poi le tante sfide del passato, in particolare a fine anni ’80, quando il suo Milan di Van Basten e degli olandesi si giocava la leadership contro il Napoli di Maradona: “Intanto quelle erano le partite più facili da preparare. I giocatori trovavano le motivazioni guardando in faccia gli avversari, Maradona e Careca in particolare. Io dovevo dire poco. Mi raccomandavo soltanto di stare sempre corti, per evitare che quei due s’infilassero tra le nostre linee”.

Sacchi ha riportato alla mente soprattutto due precedenti, nella stagione 1987/88: “All’andata per dieci minuti avevamo tenuto la gara in mano. Poi Maradona prende la palla, alza la testa e pesca Careca che evita il fuorigioco e fa un pallonetto al volo su Giovanni Galli in uscita. Io guardo tutto a bocca aperta, poi mi giro verso Ramaccioni e gli faccio: “Eh no, Silvano. Così non vale!”. Però i miei ragazzi erano formidabili: non si abbatterono, continuarono a lottare e ad attaccare e lo sapete com’è finita? 4-1 per il Milan. Al ritorno partita incredibile e finale da brividi. Vincemmo 3-2, e la cosa che mi fece più piacere fu uscire tra gli applausi dei tifosi del Napoli che riconoscevano la nostra forza e il nostro merito. Era il 1988, non succedeva spesso a quei tempi di ricevere i complimenti degli avversari. Il fatto è che quel Milan era davvero fantastico: oltre a incredibili qualità tecniche, aveva anche grandi doti morali”.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it