David Han Li Marco Fassone
David Han Li e Marco Fassone (©Getty Images)

MILAN NEWS – Iniziano ad affiorare i dubbi sul progetto finanziario del Milan, presentato all’UEFA lo scorso 9 novembre, per ottenere il ‘voluntary agreement’. Secondo Marca, i vertici di Nyon non sarebbero affatto convinti del piano rossonero.

Se dovesse essere confermata la bocciatura al business plan milanista, l’organismo centrale del calcio europeo inserirebbe il Milan nel regime meno ambito, quello del ‘settlement agreement’. Ma prima di parlare di esclusione dalle coppe per il club di via Aldo Rossi, serve informarsi su cosa prevede tale regime di controllo ovviamente accostato al regolamento del Fair Play Finanziario.

News Milan, ecco in cosa consiste il ‘settlement agreement’

L’edizione on-line di Panorama spiega nel dettaglio cosa comporterebbe per il Milan entrare in regime di settlement agreement‘. Si tratta di una sorta di patteggiamento tra club e organismi di controllo UEFA, diverso dal ‘voluntary agreement’ perché il Milan non presenterà un piano di sviluppo e rientro ma dovrà concordare sotto sanzione con i vertici di Nyon il rispetto dei parametri del Fair Play Finanziario con il rischio di finire a processo.

Una strada percorsa in passato da PSG e Manchester City, il ‘settlement agreement’ è un documento frutto di accordi firmati tra società e UEFA con condizioni restrittive e sanzioni per il rispetto di una gestione virtuosa ed il rientro in paletti che impongono il raggiungimento del ‘break even’ (pareggio) di bilancio. Se tali paletti non fossero rispettati, il Milan andrebbe incontro a sanzioni più dure e un vero e proprio processo in quel di Nyon. Il ‘settlement agreement’ prevede un costante monitoraggio dell’UEFA. L’accordo copre solitamente un triennio di stagioni sportive e scatta quando una squadra ottiene la qualificazione a una competizione europea.

Le imposizioni del ‘settlement agreement’ inoltre sono diverse: l’obiettivo principale è che il club sotto controllo arrivi gradualmente al pareggio di bilancio (per la prima stagione è consentito un ‘rosso’ al massimo di -30 milioni). Tra le condizioni imposte per il patteggiamento vi sono limiti dei giocatori iscrivibili nelle liste per le competizioni UEFA, rispetto obbligatorio degli equilibri tra spese e ricavi sul mercato, limitazioni sui pagamenti pluriennali, tetto sul monte ingaggi (non è concessa una crescita) e sul rapporto tra investimenti e fatturato. La firma dell’accordo in questione è accompagnata anche da una sanzione iniziale, che non prevede pagamento di multe bensì la trattenuta su eventuali introiti UEFA. Solitamente tutta o parte della cifra viene congelata e scatta solo se viene violato l’accordo. Viene invece cancellata se se il club rientra nei parametri stabiliti.

News Milan, le sanzioni col settlement agreement

Ma cosa rischia chi non rispetta tali parametri e condizioni? La mancata predisposizione alle norme del Fair Play Finanziario può comportare anche l’esclusione dalle coppe europee, anche se la gamma di passaggi e sanzioni, come spiegato da Panorama.it, è molto varia:

a) avvertimento;
b) richiamo;
c) multa;
d) decurtazione di punti nella competizione in corso o in quella successiva;
e) trattenuta degli introiti ricavati da una competizione Uefa (spesso congelata);
f) divieto di iscrizione di nuovi giocatori alle competizioni Uefa;
g) limitazione del numero di giocatori che un club può iscrivere alle competizioni Uefa (dentro questa voce è compreso anche il limite al valore della rosa da una stagione all’altra);
h) squalifica o esclusione dalle competizioni organizzate dalla Uefa;
i) revoca di un titolo conquistato sul campo o di un premio.

Come spiegato anche da Il Sole 24 Ore, l’esclusione dalle coppe europee è una misura estrema. Più probabile che nel caso del Milan si vada verso multe, restrizioni alle rose, limitazioni al mercato, eccetera. Un po’ come avvenuto con Inter e Roma.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it