Silvio Berlusconi e Yonghong Li (foto Twitter Auro Palomba)

NEWS MILAN – La Procura di Milano ha aperto un fascicolo inerente la compravendita del club rossonero. Dopo le indiscrezioni di gennaio, smentite dal procuratore Greco, adesso l’indagine risulterebbe invece reale.

La Gazzetta dello Sport scrive che al centro della vicenda ci sono i flussi finanziari che hanno portato il Milan a passare da Fininvest a Yonghong Li nell’aprile 2017. Un’operazione da 740 milioni di euro complessivi, debiti inclusi. Al momento è quasi un atto dovuto, tanto che il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale ha utilizzato il «modello 45»: senza ipotesi di reato e senza indagati.

La Procura di Milano vuole fare chiarezza sulla provenienza del denaro, che prima di giungere in Italia è passato per alcuni paradisi offshore (Hong Kong e Isole Vergini Britanniche). Potrebbero essere richieste rogatorie per fare luce sulla vicenda. Tutto nasce dalle tre segnalazioni di «operazioni sospette» fatte dall’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) della Banca d’Italia e trasmesse al Nucleo di polizia tributaria della Finanza di Milano.

La Gazzetta dello Sport spiega che la relazione era approdata sulla scrivania delle Fiamme Gialle già a dicembre e che la successiva fuga di notizie ha provocato la smentita del procuratore Francesco Greco per la semplice ragione di non voler condizionare la campagna elettorale, che vedeva Silvio Berlusconi protagonista. Terminate le elezioni, l’argomento è tornato attuale e non a caso ieri è emersa la conferma dell’esistenza del fascicolo d’inchiesta.

Ora toccherà al dipartimento «Affari internazionali-Reati economici transnazionali» guidato da De Pasquale valutare se i sospetti avanzati dalla Finanza (riciclaggio in primis) siano meritevoli di approfondimenti. In questo caso il fascicolo passerà a modello 44 (con ipotesi di reato) e la caccia, seguendo la scia dei soldi, punterà alle persone fisiche. Dalle parti della Fininvest, però, questo scenario non toglierà il sonno. Nei mesi scorsi più volte l’avvocato Niccolò Ghedini, storico difensore di Berlusconi, e Salvatore Pino, legale di Fininvest, erano stati in Procura da Greco per informare la Procura «passo dopo passo» sull’operazione Milan. Ecco perché, nel caso le indagini portassero a scoprire delle irregolarità nei soldi utilizzati da Yonghong Li per acquistare il club rossonero, Fininvest si riterrebbe parte lesa.

 

Redazione MilanLive.it