Marco Fassone
Marco Fassone (©Getty Images)

MILAN NEWS – Un anno fa esattamente si chiudeva una delle telenovele più intriganti del mondo del calcio. Il Milan diceva addio all’era Berlusconi e passava finalmente in mani cinesi, con il closing da 740 milioni totali che ha portato il club a divenire di proprietà della Rossoneri Sport Investment Luxembourg di Yonghong Li.

Uno degli uomini simbolo del nuovo corso rossonero è certamente Marco Fassone, amministratore delegato che ha da subito preso le redini del Milan e lo ha guidato in questi 12 mesi cercando di rilanciarlo, insieme al direttore sportivo Massimiliano Mirabelli e agli altri collaboratori. Ad un anno dal closing è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport per un bilancio del primo anno ‘cinese’ in casa Milan.

News Milan, Fassone e il bilancio del primo anno cinese

Fassone si dice subito sorpreso per l’ottimo andamento societario già al primo anno: “Sono arrivate risposte molto buone dalle persone all’interno del club, una reazione più positiva del previsto da parte dei tifosi, cosa che non era scontata, e anche se c’è qualche rimpianto per la prima parte campionato al di sotto delle aspettative, poi è stata trovata la rotta giusta. L’azienda cinese è partita, siamo gli unici ad avere una company in loco con un management cinese, e non un semplice ufficio commerciale. Il progetto stadio prende corpo settimana dopo settimana, che si tratti di San Siro rivisitato o uno stadio nuovo. La parte commerciale ha funzionato bene, con sette sponsor nuovi. E il botteghino è andato molto meglio del previsto. Il bilancio è positivo, la strada è quella giusta, siamo in linea con le previsioni”.

L’amministratore delegato milanista parla poi della annosa questione del rifinanziamento del debito con Elliott Management Corporation, creditore per 303 milioni di euro più interessi da restituire entro ottobre 2018: “Si farà, anche se le modalità sono ancora in discussione. Ci sono tre opzioni che Mister Li sta valutando. Non c’è urgenza di farlo domattina, ci sono ancora sei mesi. Mi sento abbastanza sereno che avvenga nei tempi previsti e con sufficiente margine per non arrivare a ottobre. Poi, certo, se si arrivasse a un finanziamento su cinque anni, e non a sei mesi, dovrei fare meno salti mortali per le licenze nazionali e internazionali. Nel giro di una settimana-dieci giorni dovrebbe arrivare da Merrill Lynch la proposta definitiva da sottoporre a Mister Li”.

Fassone esclude anche che Elliott possa diventare a breve proprietario delle quote di maggioranza del Milan, ipotesi paventata da molti giornali: “Mi pare strano, ai confini dell’impossibile, che avvenga questo per un presidente che ha messo così tanti soldi in un club, e continua a metterli. Il Milan andrebbe a Elliott solo se Mister Li non facesse più aumenti di capitale, dunque mi pare un’ipotesi molto remota. Nella mia testa penso che non succederà”.

A breve andrà in scena anche l’incontro con l’UEFA per pianificare il settlement agreement ed evitare sanzioni pesanti per il bilancio: ” Penso che in questo momento conti di più la pianificazione dei prossimi tre anni e come il Milan intenda rientrare nei paletti del fair play finanziario. E poi la discussione verterà sulla tipologia di sanzioni per le violazioni degli anni scorsi, mi auguro che il rifinanziamento resti più sullo sfondo. Anche perché Elliott in quest’ottica ha già garantito per iscritto l’impegno a far fronte a qualunque eventuale criticità. Non mi aspetto sanzioni tali da limitare molto le manovre sul mercato. Di certo il saldo fra investimenti e uscite sarà molto più leggero dell’anno scorso. Qualcosa di coerente con i ricavi attuali, che sono sui 215-220 milioni l’anno”.

Infine Fassone ha fatto il punto sulla situazione economica del Milan, punto spesso molto controverso e discusso in questi mesi: “Il Milan dal punto di vista finanziario e economico sta benissimo, mentre l’opinione comune talora potrebbe essere ingannevolmente indotta a credere che ci siano dei problemi. Invece non ci sono: se analizziamo serenamente i bilanci, vediamo che il Milan non è affatto messo male. E poi vorrei ricordare che nell’acquisire il Milan Mister Li ha indebitato se stesso. Ha fatto un investimento che pesa solo su di lui, alleggerendo il club dal punto di vista debitorio”.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

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