Fabio Borini
Fabio Borini (©Getty Images)

NEWS MILANFabio Borini è stato accolto con un po’ di scetticismo quando fu acquistato da Massimiliano Mirabelli, ma in questi mesi ha saputo comunque farsi apprezzare per le sue qualità.

Il numero 11 del Milan è stato intervistato da SportWeek, settimanale de La Gazzetta dello Sport, e gli sono stati chiesti tre aggettivi per descriversi. Questa la sua replica: «Anomalo, duttile, riservato. Perché faccio tante cose che in genere non fanno altri colleghi, tipo andare in centro città in bici. L’ho fatto anche alla prima cena di squadra e mi hanno preso per il culo. In Inghilterra non esiste la figura del calciatore divo, mica come qui in Italia».

Borini è stato più volte definito ‘generoso’ per la sua spiccata attitudine a correre molto e a mostrare spirito di sacrificio. A tal proposito commenta: «A volte mi scoccia sentirmi definire ‘generoso’. E’ un appellativo che mi porto dietro perché corro e mi adatto a ogni ruolo ma non voglio che sia la sola cornice dentro la quale comprendere le mie caratteristiche. E ho detto a Gattuso che se da attaccante devo trasformarmi in terzino, voglio lavorarci su seriamente per evitare errori di posizione come quello che qualche settimana fa ci è costato il provvisorio pareggio del Chievo».

L’ex Sunderland all’interno del gruppo ha avuto un ruolo importante, anche grazie al fatto di conoscere bene la lingua inglese. Quando gli viene domandato con chi abbia legato di più al Milan, risponde: «Ho fatto da gel tra italiani e stranieri. Rodriguez, Calha, Kessié, Silva…».

Borini sente di poterci stare nella squadra rossonera e ha chiari i suoi obiettivi personali per il presente e per il futuro: «Voglio dimostrare che posso stare in Italia, che da qui non sono scappato e che sono uno da Milan. L’ho già dimostrato? Un po’ sì».

 

Redazione MilanLive.it