Mario Pasalic
Mario Pasalic (©Getty Images)

MILAN NEWS – Il suo passaggio al Milan non avrà lasciato ricordi indelebili, ma il suo nome resterà ugualmente ed automaticamente nella storia del club.

Mario Pasalic è un duttile centrocampista croato, che nella scorsa stagione ha giocato nel Milan in prestito, senza diritto di riscatto. Oggi è allo Spartak Mosca, in un calcio molto diverso e a migliaia di km di distanza da San Siro, ma il ricordo della sua esperienza rossonera è ancora fresco. E’ stato proprio Pasalic con un rigore perfetto a regalare al Milan l’ultimo trofeo, la Supercoppa Italiana 2016 contro la Juventus nel deserto di Doha.

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Nel giorno di un altro Juve-Milan decisivo, la Gazzetta dello Sport ha interpellato proprio Pasalic che non può non ricordare con affetto il trofeo vinto in rossonero: “Quando abbiamo deciso i nomi dei rigoristi, io ero il terzo. Poi Kucka disse che avrebbe preferito tirare lui per terzo, come faceva di solito. E così mi sono ritrovato ultimo. Ma devo dire che per me in quel momento non fece grande differenza, perché ero molto fiducioso. Quando ho visto il pallone entrare sono andato fuori di testa. Non capivo nulla. Ci ho messo qualche giorno per calmarmi e realizzare. Vincere un trofeo contro una squadra che domina da anni è una sensazione fantastica. È stato il mio primo titolo in carriera, il punto più alto da quando gioco a calcio”.

Pasalic ha poi parlato in previsione futura della crescita di questo Milan, molto diverso da quello di un anno fa: “La cosa più importante di quella sera fu semplicemente giocare da squadra, ed è quello che il Milan dovrà fare anche stavolta. Ci siamo caricati pensando a tutti i trofei vinti da questo club in passato e ci siamo detti: ora tocca a noi scrivere la storia. Sono molto orgoglioso di quello che ho fatto, per me è stato un privilegio aver vinto l’ultimo titolo della gestione Berlusconi. Credo che il Milan possa di nuovo farcela, farò un grande tifo. Sono rimasto molto legato al club, speravo di restare più a lungo. Mi capita ancora di sentire Cutrone, Locatelli, Calabria e, ovviamente, il mio connazionale Kalinic. Sarebbe grandioso se fosse lui a decidere la sfida”.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it