Bojan nel Milan

Le pressioni del calcio moderno hanno raggiunto livelli molto alti. Oltre a gestire le tensioni della partita, molti calciatori devono subire anche la grande attenzione mediatica che li circonda.

Difficoltà che coinvolgono tutti. Ma che sono più pesanti per quei giovani che sono nel grande calcio da poco tempo. Una situazione molto simile a quella che sta vivendo Gianluigi Donnarumma al Milan, tartassato dai media, dai tifosi e anche dal suo agente, che ha pensato più ai suoi di interessi che a quelli del ragazzo.

Paure che hanno accompagnato Bojan Krkic per tutta la carriera, ma solo oggi ha avuto il coraggio di parlarne: “Avevo gli attacchi d’ansia prima di giocare, ma nessuno voleva parlarne. Al mondo del calcio queste cose non interessano“, ha esordito l’attaccante in un’intervista rilasciata a The Guardian.

Ho un problema, il calcio è la mia vita, ma soffro di attacchi d’ansia. Ho saltato un Europeo per questo e lì è stato il punto di non ritorno. Ma la gente non sapeva“, ha spiegato il giocatore, ex promessa del Barcellona e attualmente in forza al Deportivo Alaves, dopo le esperienze con Roma, Milan e Stoke City. Che ha poi continuato: “Non devi farti travolgere, ma non è semplice. Serve una bella corazza, ma oggi i giocatori sono esposti globalmente sempre più giovani e scommetto che i 15enni già sui social ricevono insulti di ogni tipo. E’ terribile“.

Questo problema d’ansia lo costrinse a rifiutare la chiamata della Spagna per gli Europei del 2008: “La gente mi insultava, non sapeva, e pensava che solo non avessi voglia di giocare. Prima delle convocazioni la Federazione sapeva come stavo, sapevano le mie intenzioni, ma mi chiamarono lo stesso. Mi sentii veramente solo, gettato in pasto all’opinione pubblica“. Parole, quelle di Bojan, che dovrebbero far riflettere.

 

Redazione MilanLive.it

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