Paolo Tagliavento
Paolo Tagliavento (©Getty Images)

MILAN NEWS – La decisione è ormai presa; l’arbitro Paolo Tagliavento, noto fischietto italiano, lascia il suo incarico da direttore di gara dopo una lunga carriera, con centinaia di gare dirette in Serie A.

Oggi, per omaggiarne la carriera, Il Messaggero ha intervistato il fischietto di Terni, che ha ripercorso a grandi linee le sue esperienze vissute sui campi da gioco, in un percorso arbitrale cominciato quando aveva soltanto 17 anni. Molto discusso dalle tifoserie, ma apprezzato dall’Associazione italiana arbitri, Tagliavento ha fatto un piccolo bilancio del suo lavoro: “Ho fatto quello che ho meritato di fare. Mi sarebbe piaciuto dirigere una finale mondiale o di coppa europea, ma se qualcuno è andato più avanti di me, vuol dire che era più bravo. L’abbraccio di De Rossi? Non è stato il solo che ho ricevuto. D’altronde, dopo 15 anni e 221 gare dirette, con tanti calciatori si è instaurato un rapporto di reciproca stima”.

Tagliavento, che in carriera ha diretto il Milan in 28 occasioni, con un bilancio di 10 vittorie rossonere, 7 sconfitte e 11 pareggi, ha anche ricordato il suo errore più grave da arbitro, accaduto a San Siro esattamente il 25 febbraio 2012: “Il gol-non gol di Muntari in quel Milan-Juventus è stato il mio errore più evidente. Che oggi si sarebbe evitato in un decimo di secondo”. In effetti con il VAR e con la Goal-line technology sarebbe stata tutta altra storia. Ma intanto la confessione di Tagliavento è già una discreta presa di coscienza.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

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