Rocco Commiso
Rocco Commisso (foto dal web)

NEWS MILAN – Nuovo colpo di scena nella trattativa che avrebbe dovuto portare il club rossonero a diventare di proprietà di Rocco Commisso. Ieri, infatti, è arrivata una nuova frenata causata da Yonghong Li.

Nonostante le settimane di negoziati, le parti non sono ancora giunte a un accordo. La giornata di ieri sembrava essere quella dell’accelerata decisiva, invece si è quasi arrivati alla rottura definitiva. L’attuale presidente del Milan sta mettendo a dura prova la pazienza dell’imprenditore italo-americano, che ieri mattina sembrava abbastanza vicino alla fumata bianca e che poi ha dovuto ricevere il ‘no’ della controparte cinese. Come riporta La Gazzetta dello Sport, la trattativa adesso è sospesa.

News Milan, Commisso-Yonghong Li: atto finale?

Commisso tramite un comunicato ufficiale ha voluto spiegare il proprio malumore e fare chiarezza sulla situazione, comunicando anche ai tifosi del Milan cosa stia succedendo. Un passaggio principale è il seguente: «Nonostante i suoi migliori sforzi e la genuina convinzione che un accordo fosse stato recentemente trovato, sembra che la proprietà attuale non abbia la volontà di concludere questa trattativa in termini e tempistica accettabili». Le responsabilità sono, dunque, di Yonghong Li. A un passo dall’intesa, è stata la proprietà cinese a tirarsi indietro e a non concludere l’operazione. E’ la terza volta nelle ultime tre settimane che il patron rossonero si comporta così.

Nonostante le dure parole, sembra che Commisso abbia ancora voglia di provare a chiudere questo affare. Ma appena i contatti ripartiranno, se ripartiranno, sarà probabilmente l’ultimo tentativo che farà per acquistare il Milan. Nel frattempo risulta che Yonghong Li abbia rimosso dall’incarico l’avvocato Agostinelli che lo stava assistendo a New York nella trattativa (lo stesso che un anno fa aveva seguito la fase finale della compravendita del Milan con l’ingresso di Elliott), assieme ad altri consulenti. Si è rivolto allo studio legale White & Case di New York, ma con delle sedi presenti anche a Milano, Hong Kong e Pechino (e in altre città del mondo). Da decifrare questa mossa, però è possibile che i negoziati possano anche riprendere dato che l’uomo d’affari cinese ha tempo fino al 6 luglio per restituire i famosi 32 milioni ad Elliott, altrimenti il fondo americano potrà avviare la causa per l’escussione del pegno presso il Tribunale del Lussemburgo.

 

Redazione MilanLive.it

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