Leonardo Bonucci
Leonardo Bonucci (©Getty Images)

MILAN NEWS – Un’intera intervista senza citare nemmeno una volta il Milan, nemmeno per una formale gratitudine. Leonardo Bonucci, a La Gazzetta dello Sport, peggiora la situazione commentando il clamoroso ritorno alla Juventus.

Si parte dal giorno del ritorno in bianconero… “E’ stata una sensazione strana. Mi trovavo in un posto nuovo, ma era come se non me ne fossi mai andato. Questo stadio, questa squadra, questa città sono casa mia. “Ogni viaggio ha un ritorno”. E sono tornato. Ho ritrovato le stesse facce, gli stessi luoghi, gli stessi abbracci. È bello trovarsi di nuovo in quello spogliatoio, girare la testa e vedere accanto a sé Chiellini e Barzagli”.

Diavolo scelta di rabbia. Ignorando promesse, riconoscimenti e compensi, il difensore ripete quanto già dichiarato in precedenza: “Quando vai via da una certezza lasci le amicizie, lasci i rapporti personali, lasci delle sicurezze. Alla Juventus ero abituato ad allenarmi tutti i giorni con campioni e con giovani di alta qualità. Oltre a Barzagli e a Chiellini sul campo trovavo Benatia, un gran giocatore, o Rugani che è un giovane pronto a ricoprire ruoli importanti nelle migliori difese. Lasciare tutto questo è stata una scelta difficile, presa in un momento di rabbia. Questa esperienza mi ha insegnato che nei momenti di rabbia l’istinto ci può far fare delle scelte sbagliate, o comunque non quelle che avremmo fatto a mente lucida”.

Capitano rossonero ma con un altro amore nel cuore. Fatto grave e sconcertante anche nell’era moderna del business e delle bandiere ormai ammainate: “Erano successe delle cose, durante gli ultimi quattro mesi di Juventus uno punto zero, che mi avevano toccato a livello di orgoglio, a livello personale, intimo e non sono stato abbastanza bravo e farmele scivolare addosso. Poi, con il passare del tempo e guardandomi da fuori, sono riuscito a capire che lasciare la Juventus non era stata la scelta giusta. Perché solo qui e con questa maglia addosso riesco ad esprimere le mie potenzialità sul campo e fuori. Insieme al presidente Agnelli e al mio procuratore ho avuto la fortuna di poter costruire questo ritorno e mi sono reso conto che era l’unica cosa che volevo davvero”.

 

Redazione MilanLive.it

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