Gonzalo Higuain
Gonzalo Higuain (©Getty Images)

MILAN NEWS – I fantasmi di Udine in una notte milanese. Gonzalo Higuain ci ricasca, un déjà vu per lui: la furia in Milan-Juventus e il rosso come nel 2016, quando anche fu espulso lasciando in 10 il Napoli nel pieno della corsa scudetto. Situazioni differenti, ma dinamica identica. All’epoca il Pipita beccò addirittura 4 turni di stop poi ridotti a 3 col ricorso, ora aspetta la decisione che dovrebbe essere decisamente meno severa.

Intanto, come riferisce La Gazzetta dello Sport, la frustrazione gli è rimasta così come l’idea di essere stato meno tutelato rispetto a quello che è accaduto in altre situazioni. Ha anche archiviato l’ennesimo rigore sbagliato – raccontano gli amici – ma non ha metabolizzato l’atteggiamento dell’arbitro Paolo Mazzoleni che non voleva neppure controllare l’azione al VAR. Quando ha finalmente concesso il tiro dal dischetto, l’attaccante argentino era soddisfatto ma anche perplesso e frustrato con una sensazione di disparità di trattamenti che gli è rimasta appiccicata addosso. Higuain, dicono quelli del suo entourage, ha scoperto che c’è qualche falla nel sistema.

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Dopo la sfuriata, l’ex Juventus si è diretto verso la su casa sul lago di Como dove ha cenato con la famiglia e gli amici più intimi. Il sudamericano non ha voluto rivedere le immagini del match, piuttosto ha optato per la replica di Boca Junior-River Plate. Il giocatore – racconta il quotidiano – è apparso tranquillo, soddisfatto delle scuse immediate all’arbitro e ha tutti e ha riflettuto sull’espulsione. Tuttavia, non è stato quel cartellino rosso a fargli male. Quello che gli è pesato, piuttosto, sono stati i minuti che hanno preceduto il rigore. Lì è uscita fuori la sua rabbia.

Agli amici ha detto con un sorriso che tutto sommato alla fine a parole si è trattenuto nei confronti del direttore di gara, mentre era stato molto più violento prima quando c’era da discutere del rigore e della possibile espulsione di Mehdi Benatia. Ma il pensiero del marocchino che restava in campo, mentre per lui avrebbe dovuto chiudere la partita quando tutto ancora sarebbe potuto accadere, non gli usciva dalla testa. Nella notte ce n’è stato per rimuginare su episodi passati, ma anche per ripensare alle tante battute degli amici napoletani sul sistema. Dal racconto di chi ha trascorso ore con lui – conclude il quotidiano – sa di aver sbagliato, ma pensa anche di aver percepito qualcosa di più grande del suo errore.

 

Redazione MilanLive.it

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