Gerry Scotti (foto twitter)

MILAN NEWS – Tantissimi i tifosi in Italia e nel mondo che vanta il Milan, anche nelle cosiddette sfere ‘Vip’, ovvero tra i personaggi più noti e acclamati del cinema, della musica e dello spettacolo.

Tra questi c’è il noto presentatore Gerry Scotti, storico volto delle reti Mediaset da moltissimi anni e da sempre appassionato del Milan; oggi Scotti è stato interpellato riguardo alla sua passione calcistica dalla Gazzetta dello Sport, alla quale ha confessato tutto il suo ardore per i colori rossoneri.

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Il conduttore televisivo ha parlato del Milan come parte integrante della sua vita: “Non sono un malato di calcio né lo sono mai stato, ma il Milan resta una grossa, importante, parte della mia vita. L’essere milanista mi ricorda il mio papà, il quartiere di Corvetto in cui sono cresciuto a Milano e quello di viale Zara, sempre alla periferia operaia della città, le mie prime esperienze con lui allo stadio, l’emozione di prendere l’autobus o il tram con il cuscinetto rossonero sotto il braccio e poi andare a piedi, con un senso di confortante ritualità, fino a San Siro“.

Scotti è legato al club rossonero fin da quando i periodi erano bui e deludenti, prima dell’avvento di Berlusconi: “Ho avuto il potere economico di farmi l’abbonamento quando il Milan era in B. Poi sono venuti gli anni in cui era impossibile tifare per i rossoneri, quando eravamo i più forti del mondo. Le soddisfazioni di quegli anni hanno rafforzato il mio essere milanista. Oggi, superata la transizione cinese, stiamo ripartendo bene. Mi piace la nuova società, la dirigenza scelta. Non è arrivata nel momento migliore, vista la spada di Damocle dell’Uefa, e la sfortuna ci vede molto bene visti i tanti infortuni”.

Il tifosissimo infine ha dato un suo parere sul mercato che il Milan dovrà fare: “A gennaio bisogna per forza intervenire. Servono un paio di buoni acquisti. Il presidente Scaroni ha detto bene, il Milan è da Champions ma urge salire ancora qualche gradino. Chi prenderei? La cessione per cui ho sofferto di più è quella di Ibrahimovic. Riportatemelo a San Siro e io godo, anche solo per una stagione. Ma non basterebbe Ibra, sarebbe solo un ‘ciliegione’ sulla torta, servirebbero anche un altro paio di giocatori importanti”.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

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