Leonardo AC Milan
Leonardo (foto AC Milan)

NEWS MILAN – Presente alla conferenza stampa di presentazione di Lucas Paquetà, Leonardo ha avuto modo di rispondere a molte domande. Il direttore tecnico del Milan ha parlato dell’acquisto del giovane brasiliano ma anche di tanti altri argomenti.

Impossibile però non partire dal paragone con altri brasiliani portati da lui: “L’amore forte, eh. Non c’è da scoprire, come Thiago Silva e Pato. Giocavano già ad un certo livello, come Paquetà. Lui è stato molto importante per il Flamengo, ha fatto due presenze in Nazionale. Bisogna abbinare le caratteristiche al progetto. Ha tutte le qualità secondo me, umane e di giocare. E ha un margine di crescita importante. E’ un punto iniziale, non finale“.

News Milan, le parole di Leonardo

Leonardo ha scelto Lucas Paquetà perché adatto ad un’idea di calcio precisa: “Un talento come Paquetà in Brasile crea una certa aspettativa e questa va amministrata. Ma la storia del Milan con i brasiliani è un fattore molto importante. Ce ne sono stati tanti, non solo Kakà con cui condivide alcuni aspetti. Lui porta un tipo di gioco e una filosofia allegra, offensiva. Porterà al Milan questa idea d’attaccoNon paragoniamo Lucas con Kakà. Nel pratico, siamo in situazioni molto diverse. Kakà arrivava in un Milan che vinceva molto, Paquetà in un Milan in costruzione, di squadra e di proprietà. La valutazione si basa su tutti questi aspetti, non basta solo la parte tecnica. Lucas può rendere al massimo e questo fa parte del nostro progetto“.

Sulla disponibilità del giocatore a scendere subito in campo: “Lui è a disposizione totalmente, è arrivato a dicembre, si è allenato con la squadra. C’è anche la Coppa Italia da giocare. Si, è pronto anche perché ha già tutto quello che deve avere. E’ a disposizione“.

Sui rischi di questa operazione: “Non crediamo ci sia rischio visto che c’è fiducia nei nostri studi e controlli. Sicuramente è un investimento importante. Si parla di mercato, ma Lucas fa parte già di un mercato importante che stiamo facendo. E’ giovane, ha già dimostrato il suo valore e ora deve dimostrarlo anche al Milan. Siamo molto fiduciosi, è legato più al presente che al futuro“.

Il Milan e il suo DNA: “Il DNA del Milan è così, il Milan nasce sul gioco tecnico. Noi vogliamo una squadra offensiva, propositiva. Certo, oggi non puoi esserlo perché ci sono momenti e momenti. Il fatto di essere brasiliano non è determinante, però ovviamente Lucas segue questa linea di gioco propositivo. Interpreta questo tipo di gioco“.

Sulla responsabilità di questo acquisto: “A 49 anni credo di essere grande per subire pressioni. Sapevo a cosa andavo in contro. Mi sento veramente molto tranquillo, anche perché non è una cosa solo mia. I soldi non sono miei… C’è condivisione di scelta e non lo dico per scaricare le pressioni. La mia responsabilità la assumo senza problemi“.

Sul paragone fra l’acquisto di Kakà e quello di Paquetà: “Ad essere sincero, questo è un periodo iniziale per tutti rispetto alla proprietà del 2003. Due momenti completamente diversi, prima non era così. Oggi è tutto un po’ più complicato, va colto l’attimo. Il Milan del 2003 aveva un appeal diverso, è chiaro, anche se credo che il Milan non abbia mai perso il suo blasone. Ci sono squadre che possono vincere la Champions, ma non saranno mai come il Milan. E’ arrogante da dire, lo so, ma è così. Non ci saranno altri investimenti importante, verranno fatte cose sempre in maniera graduale. Il fascino il Milan non l’ha mai perso, è incredibile e vivo ovunque“.

Su come ha seguito la crescita del ragazzo: “La famiglia è importante. Per fare una squadra importante, devi prima conoscere la persona. Io sono nato a Rio e nel Flamengo, ho informatori in quella squadra. Nel periodo in cui non ero al Milan ho seguito tanti giocatori. Se vuoi fare una cosa la fai in meno tempo, però il giocatore va seguito nelle sue evoluzioni, le sue reazioni, la sua crescita. Con lui ho avuto tempo di vedere tutto questo“.

Leonardo parla delle differenze fra passato e presente: “Mi piace il suo sorriso. L’allegria è una cosa fondamentale, per un brasiliano soprattutto. Noi siamo di un’altra generazione: arrivavo a Milanello e mi mettevo in riga, c’era rispetto e senso di educazione. Un po’ questo si è perso. Se non c’è questa base, fai fatica a fare questa. I ragazzi sono legati al social, forse non vedono il futuro. Chi non starà in questa linea, difficilmente rimarrà al Milan. Non faremo investimenti, faremo squadra in maniera graduale e costruendo un gruppo“.

 

Redazione MilanLive.it

MilanLive.it è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato dalle nostre ultime notizie seguici qui: MilanLive.it