Casa Milan
Casa Milan (©Getty Images)

CALCIOMERCATO MILAN – La storia dei calciatori in prestito al Milan è parecchio interessante da analizzare. I colleghi di Sportmediaset hanno ricordato i 20 prestiti mai riscattati dal club rossonero nel corso della sua storia recente.

Cominciamo a scartarne alcuni che per ovvi motivi sono arrivati al Milan con precisi obblighi contrattuali o che comunque per via dell’età avanzata erano difficilmente acquistabili: ovvero David Beckham e Andriy Shevchenko, dopo il suo ritorno dal Chelsea. In lista invece risultano calciatori come Philippe Senderos (14 presenze), Matias Silvestre (4 presenze, 1 gol), Pablo Armero (8 presenze) o Mati Fernandez (13 presenze, 1 gol), il cui rendimento è stato parecchio scadente ed in generale non si trattava di giocatori realmente da Milan. Discutibili altri arrivi, che però quantomeno avevano dalla loro parte l’età, parliamo di: Felipe Mattioni (1 presenza), Bojan Krkic (19 presenze, 3 gol), Salvatore Bocchetti (9 presenze) e Marco Van Ginkel (17 presenze, 1 gol).

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Episodi controversi invece quelli riguardante i tre che citeremo tra poco. Partiamo da Amantino Mancini (7 presenze, zero gol), arrivato nel 2010 in prestito dall’Inter. Per il brasiliano, Adriano Galliani aveva dato la parola a Massimo Moratti per l’acquisto, ma alla fine si tirò indietro. Storica invece la visita a casa di Mattia Destro (15 presenze, 3 gol) dell’a.d. rossonero. Il giovane attaccante era arrivato dalla Roma nel 2015, ma le sue prestazioni al Milan furono molto negative come dimostrano i numeri: i rossoneri preferirono non riscattarlo, nonostante avessero un diritto fissato in precedenza.

Ancora più clamoroso il caso Alberto Aquilani (23 presenze, 1 gol) nel 2012, che doveva essere riscattato dal Liverpool in base al numero di presenze. Proprio il calciatore qualche mese fa raccontò un retroscena in merito: “Dovevo raggiungere 25 presenze per far scattare l’obbligo di riscatto. A dicembre ero già a 18 e mancavano ancora 6 mesi. Le avrei fatte sicuramente. A gennaio però mi sono infortunato, sono stato 3 mesi fermo e quando sono rientrato Galliani mi disse che preferiva non scattasse l’obbligo di riscatto. Voleva farmi tornare in Inghilterra e trattare in un secondo momento col Liverpool. La sua idea era quella di non doversi sentire in obbligo di pagare 8 milioni del riscatto. Mi ha chiamato nel suo ufficio per spiegarmi la situazione ed ho apprezzato la sua sincerità. Il Liverpool non era contento, voleva monetizzare, si è sentito preso in giro dal Milan ed ha preferito trattare con altre squadre”.

Calciomercato Milan, i prestiti mai riscattati: la lista è ancora lunga

Maxi Lopez (11 presenze, 2 gol) nel suo lungo girovagare arrivò al Milan nel 2012. Mario Balotelli (77 presenze, 33 gol) un altro prestito mai riscattato, per ben due volte. L’attaccante italiano è certamente il più prolifico di questa lunga lista, ma i suoi comportamenti ne hanno sempre condizionato la carriera, allora come adesso. Lucas Ocampos (12 presenze) e Mario Pasalic (27 presenze, 5 gol) arrivarono in un Milan con moltissimi cambiamenti in corso, dunque erano complicate alcune valutazioni, anche se si trattava di due giocatori molto giovani.

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Due calciatori che invece potevano essere riscattati, in quanto il loro rendimento era stato positivo sono stati Adel Taarabt (16 presenze, 4 gol) che nel 2014 fece innamorare il pubblico rossonero seppur in poco tempo, poi in estate Inzaghi e Galliani decidettero di non investire su di lui; e soprattutto Gerard Deulofeu (18 presenze, 4 gol), sul quale proprio nell’ultima sessione di mercato Leonardo ha insistito per riportarlo in rossonero dal Watford senza però riuscirci. È ancora un potenziale obiettivo per la prossima estate.

Chiudiamo con l’ultimo rossonero non riscattato dal Milan, il primo della nuova gestione Elliott, ovvero Gonzalo Higuain, la cui storia è fresca e nota a tutti. Arrivato in prestito oneroso con diritto di riscatto dalla Juventus, dopo appena sei mesi di Milan ha deciso di lasciare con buona pace dei rossoneri che hanno subito rimediato con l’acquisto di Krzysztof Piatek. Il Pipita adesso gioca nel Chelsea di Maurizio Sarri, ma il suo rendimento è rimasto molto negativo sulla falsariga di quanto “non” fatto con i rossoneri.

 

Giacomo Giuffrida – Redazione MilanLive.it

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