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Gennaro Gattuso in conferenza stampa da Milanello (foto AC Milan)

MILAN NEWS – Oggi come di consueto e come ogni vigilia che si ripetti, Gennaro Gattuso risponderà alle domande dei cronisti in vista del match di domani contro la Juventus.

Il Milan deve ripartire e si affiderà ad esperimenti di formazione e nuove scelte tattiche; ogni risposta sarà affidata alla conferenza stampa di oggi alle ore 14,30 circa presso la sala stampa di Milanello, rito che va ad anticipare la partenza dei rossoneri in direzione Torino.

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Juventus-Milan, la conferenza di mister Gattuso a Milanello

Si parte dalle valutazioni dell’ultimo periodo: “Dobbiamo pensare al presente, dopo il derby facciamo fatica e non riusciamo a vincere fatica. Dobbiamo capire perché, sento tante chiacchiere e questa è l’ultima volta che parlo di me, Leonardo e Maldini. Qui si lavora insieme per l’obiettivo Champions League. Si parla come chiunque, io con Leonardo non ho proprio nulla, tutte queste chiacchiere rimangono vacue. Vi posso assicurare che a livello personale stiamo benissimo. Il nostro obiettivo è solo far bene sul campo. Questa partita contro la Juve viene a pennello per reagire”.

Il derby è ancora una ferita aperta: “Ci ha cambiato la stagione, ma ora pensiamo alla Juventus. Sta molto bene, ha passato i quarti di Champions League e sono forti. Se è un’impresa? Chiamatela come vuoi, noi in questo momento dobbiamo riuscire ad essere tranquilli, ci sono tanti calciatori che un mese fa hanno avuto miglioramenti incredibili. Ora tutti facciamo piccoli errori, Leonardo non mi ha mai impedito di giocare con due punte, con l’Udinese dovevamo vincere e abbiamo osato davanti ai nostri tifosi. Siamo stati sfortunati con Paquetà che si è fatto male, poi tanti di voi scrivono della squadra col malumore. Le partite si preparano in fretta, io dico la mattina chi gioca la sera anche ai dirigenti. Domani ci vuole tutto”.

Le ultime sugli infortunati: “Kessie ci sarà, ha avuto un po’ di febbre ma ci sarà. Conti e Gigio Donnarumma torneranno settimana prossima. Calhanoglu non ha nulla, si è allenato regolarmente”.

La Juve è sempre temibile secondo il mister: “Hanno grande mentalità, non mollano mai, reggono la pressione con determinati ritmi, sono impressionanti su questo aspetto. Dobbiamo mettere tutto. Nei momenti di difficoltà noi siamo usciti fuori, l’abbiamo messa in carreggiata la barca, adesso stiamo pagando un po’ di pressione dopo il derby. Guardiamo avanti, tiriamo fuori tutto quello che abbiamo. La differenza è racchiusa in 2 immagini: quella dell’1-1 con l’Udinese in un 3 contro 3 ed il miracolo di Calhanoglu nel finale. Non dobbiamo pensare che l’obiettivo sta sfuggendo, dobbiamo avere il veleno, serve sacrificarsi, rincorrere, non pensare troppo a quello che succederà”.

Ecco cosa serve per Gattuso per ripartire: “Un episodio, un risultato che dia entusiasmo. La svolta può arrivare con una bella prestazione già domani, ci darebbe grande fiducia”.

Un commento sulla classifica: “Tranne l’Atalanta che dà continuità posso dire che non siamo gli unici in difficoltà. La Samp batte noi poi perde a Torino per esempio. Si può vincere e perdere con tutti. Siamo fortunati perché siamo al quarto posto, dobbiamo capire di non mollare e dare tutti qualcosa in più”.

Sull’impianto tattico del suo Milan: “Mi avete preso per catenacciaro, per emulo di Nereo Rocco. Io conosco la mia squadra, so cosa può dare e ogni volta dobbiamo fare discorsi diversi. Bisogna mettere i giocatori nella posizione giusta, se possono fare le mezzali o le mezze punte, preparare le partite in un certo modo. Con la Samp e con l’Inter davamo la sensazione di poter far male, con l’Udinese invece no, se sbagliavamo qualcosa potevamo sempre subire un gol. Ci potevano far male in velocità, tantissime volte ho sbagliato anche io qualcosa”.

Sul possibile nervosismo di Gattuso: “Sono vostre sensazioni, non ero nervoso, lo ero quando alle 4 di mattina avevo il tuo telefonino (ride). Ho fatto dei cambiamenti, vero, ma è perché qualcosa non funziona. Vedo Piatek troppo solo, gli esterni che fanno fatica sullo sviluppo, è ovvio andare alla ricerca di qualcosa di nuovo. So quando possono venire fuori i difetti, quando vanno messe le altre in difficoltà”.

Sul momento del Milan attuale: “C’è delusione, non la vivo benissimo, mi ero fatto la bocca. Adesso c’è voglia di ripartire, da parte mia c’è tanta rabbia addosso. Non sono nervoso, sono deluso perché nel momento più bello ci siamo fermati, dovevamo fare meno errori possibili. Dovevamo far arrivare la squadra al quarto posto, per gli ultimi 15-20 giorni c’è rammarico”.

Su cosa gli è piaciuto delle ultime prove Gattuso risponde: “La voglia di fare pressione, di non far uscire gli avversari, dobbiamo cercare di giocare sempre così, mettere in difficoltà chi abbiamo di fronte”.

Sulle condizioni di Lucas Paquetà: “Circa 20 giorni, un mese, i giorni di recupero saranno questi. Dipende anche dal dolore e dal giocatore che soglia del dolore può avere. I tempi più o meno sono quelli”.

Un bilancio del primo anno solare da allenatore del Milan: “Il mio futuro lo vedo così, c’ho 2 anni di contratto, la testa è su quello che dobbiamo fare. L’altro giorno non sono stato bravo per quelle risposte, la mia volontà è raggiungere gli obiettivi che la società vuole”.

Possibilità di non vedere domani il Milan in difficoltà? “Non voglio passare da presuntuoso, non so cosa vuol dire giocar bene o male, per ora è una via di mezzo. Non siamo una squadra che fa tutto nel verso giusto, è un momento così. Me ne farò una ragione se qualcuno pensa che giochiamo male. Sicuramente giochiamo con una squadra che ha già vinto il campionato, hanno perso solo una partita e abbiamo tutto per far bene. Sono fortissimi ma le motivazioni saranno già alte”.

Sul motivo del cambio di modulo: “Mi fate ridere…Ho detto che con l’Udinese dovevamo vincere e ho messo un attaccante in più, volevo tenerli nella propria metà campo. In questo momento non è il problema dei tre attaccanti, è come stiamo interpretando le partite, come affrontiamo le ultime gare. Non è un problema di modulo. L’atteggiamento? Quando cominci a perdere sicurezza subentra paura, il problema più grande è che nel momento più bello ci siamo un po’ frenati e dobbiamo liberare la testa”.

La sfida con Allegri è molto intrigante: “Con Max ci ho giocato insieme a Perugia e ho lavorato 2 anni con lui al Milan. Si fa voler bene, già all’epoca mi fece dare il premio ed aveva carattere. E’ molto positivo, riesce sempre a sdrammatizzare, su tante cose è all’opposto di come vivevo io sto lavoro. Mi è rimasto qualcosa di lui, non l’ho mai visto arrabbiato e quando avevamo tanti infortunati diceva che 11 li avremmo trovati per giocare. Fece giocare Merkel al posto di Seedorf, sui giovani ha anche coraggio. Kean? Abbina talento e forza fisico, bisogna però lasciarlo tranquillo perché è un 2000 e deve volare basso”.

Sulle parole di Bonucci: “Ho letto bene le parole, voleva solo aiutare Kean, farlo stare più tranquillo. Ha esperienza, capisco cosa volesse intendere. Poi è stato massacrato ma sapevo cosa voleva dire”.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it