Milan, Shevchenko racconta: “Gattuso, i momenti difficili e Ancelotti”

NEWS MILAN Andriy Shevchenko è uno dei giocatori che ha lasciato la propria impronta nella storia rossonera. È il secondo goleador di sempre del Diavolo, ha regalato tante gioie ai tifosi e ha contribuito alla vittoria di trofei importanti.

Intervistato da DAZN, l’attuale commissario tecnico dell’Ucraina non ha nascosto il sogno di approdare un giorno sulla panchina del Milan. Adesso lì c’è Gennaro Gattuso, suo ex compagno che ammirava già quando era calciatore e che apprezza tuttora in veste diversa: «Non mi aspettavo che Rino diventasse un allenatore completo. Soprattutto vedendo lui all’inizio: molto emotivo, litigava con tutti, arbitri e giocatori… Adesso si è trasformato e regge bene questo lavoro».

Shevchenko ha anche raccontato che la sua esperienza al Milan non è stata sempre facile. Qualche momento complicato c’è stato, uno in particolare: «Nella mia carriera mi sono sentito in un bunker parecchie volte – spiega -. Uno dei momenti più difficili è stato il terzo anno al Milan, quando arrivò Carlo Ancelotti. Ebbi dei problemi fisici, poi quando ero pronto a tornare, la squadra stava andando bene con un altro schema, con una punta sola. Sono stato fuori per tre mesi, in quel momento era importante parlare con l’allenatore. Carlo mi motivava, mi spiegava che in quel momento non c’era spazio per me, ma che sarebbe arrivato il mio momento e mi sarei dovuto tenere pronto».

L’ex centravanti rossonero racconta che poi in quella stagione, la 2002-2003 (in realtà la quarta di Sheva al Milan), la svolta è arrivata per lui e la squadra: «Dovevamo giocare una partita importante con il Real Madrid. Ancelotti due giorni prima mi ha spiegato che avrei giocato, sottolineando quanto era importante quella partita. Io mi son sentito pronto, motivato e abbiamo preparato partita benissimo. Ho fatto gol, ho trovato più spazio, Carlo ha cambiato schema di gioco. Siamo passati alle due punte abbiamo vinto la Champions League».

In quel Milan-Real Madrid segnò lui a San Siro su assist di Manuel Rui Costa. Match terminato 1-0 e fondamentale per il primo posto nel girone. Poi quell’edizione della Champions League si concluse con il trionfo all’Old Trafford di Manchester contro la Juventus. Ai calci di rigore finali fu suo il penalty decisivo, spiazzando Gianluigi Buffon e regalando una gioia immensa a tutto il popolo rossonero.

 

Redazione MilanLive.it