Giudicata positivamente dai quotidiani la prova dell’arbitro Manganiello, decisivo anche grazie alla VAR con alcune decisioni importanti.

Krzysztof Piatek in Hellas Verona-Milan
Krzysztof Piatek in Hellas Verona-Milan (©Getty Images)

Una partita tutt’altro che semplice da dirigere quella di ieri allo stadio Bentegodi per l’arbitro Gianluca Manganiello, fischietto della sezione di Pinerolo.

Il match tra Hellas Verona e Milan è stato deciso da un calcio di rigore vincente di Krzysztof Piatek, ma ancor più determinanti sono state le decisioni del fischietto in questione, decisivo per alcuni episodi da moviola soprattutto nel secondo tempo.

La Gazzetta dello Sport ha giudicato in maniera positiva la prestazione della squadra arbitrale, supportata in maniera salvifica dal VAR: giusto il cartellino rosso diretto estratto al polacco Stepinski, reo di essere intervenuto in maniera scomposta e pericolosa su Musacchio. Un bravo al signor Orsato che dalla postazione video ha richiamato Manganiello per giudicare meglio l’episodio.

Nella ripresa netto il rigore per il Milan: il fallo di mani di Gunter è evidente e largo su tiro di Calhanoglu, penalty ineccepibile. Così come il fallo di Piatek sul portiere Silvestri, che nel finale perde il pallone nel contrasto col polacco, il quale segna a porta vuota. Giusto il richiamo del VAR per annullare il 2-0 rossonero.

La moviola del Corriere dello Sport è meno convinta del ‘rosso’ a Davide Calabria per una trattenuta al limite dell’area su Pessina: giusto assegnare la punizione e non il rigore, meno invece espellere direttamente il numero 2 del Milan, che salterà così per un eccesso di severità il derby del 21 settembre.

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