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Milan, dieta e gruppo: ecco il metodo Pioli

Milan, ecco le novità introdotte da Stefano Pioli in rossonero. Ce n’è una in particolare: colazione e pranzo sempre insieme, così da curare i rapporti e sorvegliare sempre la dieta.

Stefano Pioli
Stefano Pioli (Foto AC Milan)

Stefano Pioli e il Milan: rotto il ghiaccio a Milanello, ora si inizia davvero. E come racconta La Gazzetta dello Sport oggi in edicola, il neo tecnico rossonero sta già inserendo una serie di novità e abitudini che contraddistinguono il suo lavoro.

Iniziando dalla sala da pranzo, dalla dieta: un aspetto fondamentale per il metodo Pioli. Nei programmi del tecnico, infatti, l’allenamento comincia soprattutto in quel momento. L’intento è duplice: fare gruppo da una parte ma curare bene l’alimentazione dall’altra. E così per facilitare il dialogo, il tecnico propende per un’unica tavolata che riunisca tutti.

Molto meglio di tanti piccoli tavoli, i quali raggruppano i soliti giocatori per età o per vicinanza geografica. Considerando però che la sala del centro sportivo oggi è già piuttosto predefinita, la soluzione potrebbe essere quelle dei commensali interscambiabili. Alternarsi nei posti, così che tutti possano coltivare buoni rapporti con tutti.

Milan, le novità con Pioli

L’altro aspetto è appunto quello di monitorare l’alimentazione, un elemento ritenuto appunto determinante dal 53enne emiliano. I giocatori vengono pesati in modo costante, per controllare liquidi accumulati e smaltiti. Il menù tuttavia non incide sulla parte grassa, e quindi non prevede l’eliminazione di pasta e carne.

Ma lo staff presta grande attenzione a questo argomento, sottolineando la stretta connessione tra dieta e prevenzione degli infortuni. Ecco perché nel programma inviato ai giocatori c’è scritto “pranzo obbligatorio”: è imposto dallo staff, ma dovrà diventare un sincero momento di condivisione.

Gli “allenamenti motivazionali” poi dovrebbero fare il resto: se il momento lo permette, si può provocare il compagno o raccoglierne la sfida. Chi sbaglia, ironicamente paga. Può essere un portiere che subisce più di quanto stabilito, oppure un attaccante che sbaglia più del dovuto. Poi liberi di fare due chiacchiere intorno a un tavolo.

Sveglia, colazione a Milanello, allenamento, pranzo di squadra ed eventuale seconda parte di lavoro: sarà questo lo schema classico. Così si monitoreranno i due pasti, ma allo stesso tempo si moltiplicheranno anche le occasioni di scambio e conversazione. L’obiettivo di fondo è chiaro: l’intesa dal tavolo dovrà poi passare al campo.

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