Milan, Calhanoglu rinato con Pioli: mai così bene in Italia

Milan, prestazione eccezionale di Hakan Calhanoglu al debutto di Stefano Pioli. Il feeling col tecnico emiliano, in realtà, parte da molto, molto lontano… 

Hakan Calhanoglu
Hakan Calhanoglu

Rigenerato. Non vi è termine migliore per descrivere l’Hakan Calhanoglu visto domenica sera in Milan-Lecce. Il Corriere dello Sport non ha dubbi: è il numero 10 rossonero ad aver beneficiato maggiormente del cambio allenatore.

Con l’allontanamento di Marco Giampaolo e l’arrivo di Stefano Pioli, infatti, il talento turco si è completamente rigenerato. Merito di una condizione fisica migliore ma soprattutto di una posizione a lui più congeniale per caratteristiche, ossia prossimo alla porta e non meno compiti difensivi a cui badare.

Così Calhanoglu ha probabilmente disputato la sua miglior partita da quando è in Italia, ricordando le sue vere doti e il perché l’ex Ds Massimo Mirabelli investì ben 25 milioni di euro per portarlo in casa Diavolo. Una bella iniezione di fiducia dopo due anni di grande discontinuità.

Ma il feeling con Pioli – rivela il CorSport – nasce proprio nell’anno in cui Calhanoglu passa in rossonero. Perché in realtà ci provò anche la stessa Lazio guidata all’epoca dal tecnico emiliano, perché sfidò il Bayer Leverkusen in Champions e l’allenatore rimase piacevolmente colpito dal talento classe 94.

La risposta di domenica sera è stata eccezionale. Non solo il goal e l’assist, ma è stato in generale anche il più pericoloso dei suoi assediando la porta difesa da Gabriel. E’ apparso un giocatore nuovo, più convinto dei propri mezzi e sicuramente affidabile.

La cura Pioli ha funzionato più con lui che con altri elementi che hanno invece mostrato i soliti limiti tecnici e caratteriali. E così beccato alla lettura delle formazioi insieme a Lucas Biglia e Suso, Calhanoglu ha terminato la partita ome uno dei più acclamati. La speranza di mister Pioli è che il nuovo modulo e la posizione da vero dieco possano farlo sbocciare definitivamente.

Missione Pioli: tattica e psicologia per risollevare il Milan