Missione Pioli: tattica e psicologia per risollevare il Milan

Milan, buona la prima con Stefano Pioli. Ma ora serve di più: il tecnico dovrà lavorare su un gruppo rivelatosi troppo fragile mentalmente e in panico alla prima reazione avversaria. 

Stefano Pioli Milan
Stefano Pioli (©Getty Images)

Il Milan, almeno nei numeri, è già rinato. Basti pensare che con Stefano Pioli sono arrivati già due goal su azione in quest’avvio, gli stessi di tutte le precedenti sette giornate. Ma anche i dati sui tiri in porta fanno riflettere: 12 complessivi contro il Lecce, come mai accaduto finora in 1.080 minuti.

Ecco perché il tecnico, nonostante il pareggio beffa del Lecce, non è preoccupato. Come evidenzia il Corriere della Sera oggi in edicola, all’allenatore, piuttosto, va un plauso perché è già riuscito ad entrare nelle dinamiche tattiche e psicologiche della formazione milanista.

Chiarezza tattica, determinazione agonistica e fluidità di manovra. Sono state queste, infatti, le parole chiave del match di domenica sera a San Siro, e da qui si ripartirà per la trasferta di Roma del prossimo weekend.

Pioli è riuscito a cambiare il volto del Diavolo in appena cinque giorni. Partendo dal sistema di gioco mutatosi in un 4-3-3 fluido, passando poi per i movimenti su palle inattive e sull’atteggiamento. E se la sua squadra fosse riuscita anche a capitalizzare di più nel primo tempo, il quadro sarebbe stato anche quasi perfetto.

Il lavoro psicologico del mister – sottolinea il CorSera – sarà quasi prioritario rispetto a quello tattico. Perché il Milan, non appena gli ospiti hanno trovato la via del pareggio, si è perso ed è andato in confusione. Un blackout letale. Ed è qui che dovrà lavorare parecchio, per ridare autostima e sicurezza a un gruppo troppo fragile mentalmente. Pioli sa che lo aspetta un duro lavoro ma è convinto di vincere la sfida: conquisterà il Milan.

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