Milan, Ibrahimovic rientrerà solo con l’ok sulla ripresa

Milan, Zlatan Ibrahimovic resta in Svezia. Mentre quasi tutti gli altri giocatori stranieri sono rientrati alla base, lo svedese resterà ancora in patria e ha deciso di attendere l’ok sulla ripresa. Ecco cosa c’è alla base di questa decisione.

Ibrahimovic Milan
Zlatan Ibrahimovic (Getty Images)

Milan, Zlatan Ibrahimovic per ora non torna. Come riferisce La Gazzetta dello Sport, lo svedese ha deciso di rientrare solo e unicamente quando ci saranno date ufficiali per quanto riguarda la ripresa degli allenamenti.

Altrimenti, resterà in Svezia dove continuerà ad allenarsi con l’Hammarby come fatto finora. Ma sia chiaro: non si tratta né di una diserzione, né di un mal di pancia. Nulla di tutto ciò come assicura il quotidiano. Sarebbe, piuttosto, solo di un ragionamento basato sulla qualità della vita che c’è attualmente in Svezia rispetto a quella che lo attenderebbe in Italia.

Milan, Ibrahimovic resta in Svezia

Lì nel Paese scandinavo il governo ha infatti optato per una linea morbida contro il Covid-19. Il lockdown di fatto non c’è. Sono comunque vietati gli assembramenti di oltre 50 persone, le università hanno chiuso e le città non sono come prima, ma al contempo non vi sono divieti di spostamenti né obbligo di utilizzo della mascherina. E in più ci si può allenare. Anche in gruppo.

Il Milan, da parte propria, aveva fissato per la giornata di domani il termine ultimo di rientro. Tant’è che tutti i giocatori sono rigorosamente rientrati. Anche lo stesso Frank Kessie, il quale ha incontrato non poche difficoltà nel lasciare la Costa d’Avorio causa il fermo dei voli, sembrerebbe in via di risoluzione.

L’aver accettato questa situazione di Ibra potrebbe creare qualche malcontento nei giocatori costretti a rientrare, ma è altrettanto vero – evidenzia il quotidiano – che Ibrahimovic non è un giocatore normale. Ed è da qui è nata la disponibilità basata, ufficialmente, solo sul un ragionamento di carattere atletico.

Il discorso dello svedese è infatti il seguente: lì si allenerebbe come si deve su un campo e insieme a una squadra della Serie A svedese per poi tornare al meglio a Milanello. Tornarci adesso invece, senza alcuna garanzia, rischierebbe di limitarlo a un tapis roulant in un appartamento dove dovrebbe restarvi per 14 giorni per l’isolamento volontario. Ed è così che è nato il patto.

LEGGI ANCHE: FASSONE CRITICA LA MOSSA DEL MILAN