Rebic: “Ho conosciuto Rangnick. Fiorentina? Non ero pronto”

Altri passaggi dell’intervista rilasciata da Ante Rebic a La Gazzetta dello Sport. L’attaccante croato torna a parlare della sua esperienza alla Fiorentina e non solo

Rebic su Fiorentina e Rangnick
Ante Rebic (©Getty Images)

Nella lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, Ante Rebic ha parlato anche della sua prima esperienza italiana, con la maglia della Fiorentina: “Forse non ero pronto per l’Italia. Io non conoscevo l’italiano, Montella non sapeva l’inglese. Ma il problema vero è stato non giocare. Mi avevano detto: “Avremo due punte, Mario Gomez e Giuseppe Rossi. Poi c’è Ilicic, tu sei il quarto”. Si fanno male prima Gomez e poi Rossi, penso: è arrivato il mio momento. Invece niente. Così me ne andai al Lipsia”.

Avventura al Lipsia con Rangnick: “Avevo fatto bene al Mondiale in Brasile, così lui, che era a capo della divisione calcistica della Red Bull, chiama il mio procuratore e gli dice che mi vuole. Viene apposta a Firenze: “Benvenuto alla Red Bull. Scegli: vuoi giocare nel Salisburgo o nel Lipsia?”. Scelgo il Lipsia: era nella seconda divisione tedesca, ma il progetto che mi illustrò Rangnick era importante, e i fatti gli hanno dato ragione. Però anche lì gioco poco perché l’allenatore, Alexander Zorniger, aveva un suo gruppo di giocatori fidati nel quale non c’era spazio per i nuovi”.

Il ricordo del Milan del passato – “Ricordo Ronaldinho, Beckham, Shevchenko, ovviamente Maldini, Nesta… Invece Boban, che è croato come me ed è nato nella mia stessa città, Imotski, no, non lo ricordo. Come lui, Savicevic. Ero troppo piccolo”.

Il calcio di Rebic – “Giocare con uno come Ibra, che prende la palla di testa e mi apre gli spazi. L’anno scorso all’Eintracht abbiamo fatto bene perché io attaccavo la profondità, Jovic faceva gol e Haller vinceva tutti i duelli aerei. Io sapevo che Haller l’avrebbe presa di testa, e mi buttavo dentro. Così succede oggi con Ibra”.

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