Albertini: “Mi piace il Milan italiano. Tonali mi somiglia”

Lunga intervista di Demetrio Albertini alla Gazzetta. Lo storico ex centrocampista ha parlato del Milan che sarà e dei nuovi arrivati.

Albertini intervista Milan
Demetrio Albertini (©Getty Images)

Molto interessante e piena di spunti rossoneri l’intervista pubblicata dalla Gazzetta dello Sport a Demetrio Albertini.

L’ex regista del Milan ha parlato della squadra rossonera che verrà, dei nuovi punti fermi e del mercato che il suo amico Paolo Maldini sta portando avanti.

Si parte dal progetto italiano che Albertini condivide in pieno: “Nella mia generazione il senso di appartenenza era uno dei segreti per vincere. Oggi al Milan si punta sull’italianità: Donnarumma, Romagnoli, Calabria, adesso Tonali… In carriera ho vissuto da “straniero” in Spagna e vi assicuro, avere un blocco del tuo Paese che guida gli altri è fondamentale”.

Tonali è un acquisto azzeccato. Albertini si lancia in una similitudine illustre: “Ha tutte le qualità del campione ma bisogna lasciarlo tranquillo. Deve poter crescere, anche sbagliando. Premessa: odio i paragoni. Alla mia prima da titolare a San Siro mi dissero “somigli a Rivera”. Avete presente che cosa vuol dire convivere con paralleli di questo tipo? In tanti associano Tonali a Pirlo, ma Andrea è inarrivabile, è uno dei primi cinque centrocampisti nella storia del calcio italiano. Facciamo così, sgraviamo Sandro da questo peso: a me ricorda Albertini. In certe movenze mi assomiglia: anche nella postura, ho avuto un déjà vu dopo aver visto alcune foto. Sa difendere e impostare, è un centrocampista moderno come lo ero stato io negli Anni 90″.

Sulla permanenza di Ibrahimovic: “Zlatan è una ricchezza, ma ne approfitterei per far crescere un altro attaccante accanto a lui. Un profilo giovane, magari da prendere all’estero. So che al momento i pensieri dei dirigenti sono altrove, ma chissà, a fine mercato..”

Su cosa manca per completare la rosa: “Manca un esterno destro di alto livello, Chiesa sarebbe perfetto. È un giocatore strepitoso, sulla fascia o da seconda punta accanto a Ibra. E rafforzerebbe quel concetto di italianità attorno a cui disegnare il futuro rossonero. Il rinnovo di Donnarumma? Dipenderà da lui, non dal suo agente”.

Sull’amicizia con Paolo Maldini: “Abbiamo condiviso tantissimo insieme. Ora Paolo è alle prese con una sfida tosta, perché il confronto tra il Maldini dirigente e il Maldini calciatore è sempre nell’aria. Gli auguro di riuscire a realizzare quanto fatto sul campo”.

Infine un giudizio generale sul futuro del Milan: “Un gruppo che lotterà per tornare in Champions. Il Milan ci manca da troppo tempo, ma adesso vedo sinergia tra società e squadra ed è un buon inizio: anche i tifosi devono sapere che si sta costruendo. Poi ci sarà da competere, e con Juve e Inter virtualmente tra le prime quattro la corsa si ridurrà a cinque club per due posti”.

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