Pioli: “Al Milan per vincere. Calabria e Kessie? Ci scontrammo”

Stefano Pioli contento del suo Milan, pensa di poter finalmente vincere trofei. Svela che all’inizio non mancarono delle incomprensioni.

Pioli intervista Sportweek
Stefano Pioli (©Getty Images)

Stefano Pioli è un grande artefice della crescita del Milan nel 2020. Il suo lavoro è stato straordinario sotto ogni punto di vista, prestazioni e risultati lo testimoniano.

L’allenatore emiliano è stato molto bravo nell’instaurare un ottimo rapporto con la squadra, dalla quale riceve spesso elogi pubblici. È riuscito a entrare nella testa dei giocatori, facendosi seguire nelle sue proposte e coinvolgendo tutto il gruppo.

Pioli intervistato da Sportweek

Pioli in un’intervista a Sportweek ha spiegato perché finora non ha vinto alcun trofeo: “Per vincere ci vuole la squadra adatta, e io fino a oggi non credo di averla avuta. Ci sono andato vicino con la Lazio, arrivando in finale di Coppa Italia e Supercoppa, ma mi sono trovato davanti la Juventus. Al Milan mi sento al posto giusto al momento giusto“.

Il tecnico del Milan ammette di aver avuto delle discussioni con Davide Calabria e Franck Kessie all’inizio: “Quando non ti conosci ancora bene, succede. Avevamo idee diverse su certi aspetti del lavoro quotidiano e del gioco. Non sempre è facile far capire subito i tuoi metodi, la tua cultura del lavoro, le tue idee di gioco, il modo di stare in campo. Specialmente quando subentri a stagione iniziata, hai poco tempo per raddrizzare le cose e quindi pretendi che gli altri ti capiscano velocemente. Quando non succede, ci sta lo scontro, ma rientra in un normale processo di crescita. Il risultato sono il Kessie e il Calabria che vedete oggi“.

C’è soddisfazioni in Pioli nel vedere come l’ambiente lo supporti a ogni livello: “Qui c’è una proprietà che non ti fa mancare nulla. Con Maldini, Massara e Gazidis lavoro in sintonia. C’è un gruppo di giocatori che la società ha plasmato, migliorandolo poco alla volta. Non abbiamo ancora fatto niente, ma i risultati parlano“.

Ovviamente in casa rossonera si punta alla qualificazione in Champions League, però l’allenatore non si sbilancia troppo: “A Milanello dobbiamo essere equilibrati e intelligenti: la stagione scorsa siamo arrivati a 12 punti dalla zona Champions e a 17 dalla Juve campione. Non è giusto pensare allo Scudetto quando sono passate appena dieci giornate. Dobbiamo solo avere il coraggio di continuare a crescere, essere ambiziosi e provare a vincere tutte le partite, perché siamo il Milan e abbiamo qualità. Ad aprile vedremo dove saremo“.

A suo avviso la mancanza di tifosi allo stadio non è stato un fattore determinante per la svolta del Milan: “No. Siamo cresciuti da gennaio in poi, col lavoro e l’arrivo di Ibra, Kjaer, Saelemaekers. Non vediamo l’ora di tornare a giocare davanti ai nostri tifosi. Non sono ruffiano: mai visto un pubblico caloroso e comprensivo come il nostro. Con loro saremmo più forti e gli avversari dovrebbero temerci molto di più“.