Di Marzio: “Milan squadra più attiva senza esborsi”

In un clima di austerità economica, il Milan si rivela la squadra più attiva sul mercato di gennaio prelevando tre calciatori a costo zero.

Fikayo Tomori (©Getty Images)

Costruire il futuro a costo zero, questa è la missione compiuta del Milan del mercato di gennaio. Questa linea è stata condivisa da tutte le big della nostra Serie A, gravemente colpita dai mancati introiti derivanti dagli stadi vuoti e dall’impossibilità di svolgere eventi sponsorizzati.

Una situazione che ha portato i club a seguire vie diverse per potersi rafforzare. Il Milan ha fatto di necessità virtù, riuscendo a completare la rosa senza sborsare, o quasi, un centesimo e arrivando a prendere un calciatore per reparto, preparandosi così alla corsa per la Champions League e ,perché no, anche al sogno scudetto.

L’ingresso nella ex Coppa dei Campioni è vitale per le casse rossonere, che accedendovi avrebbero dei benefici economici importantissimi, soprattutto per quanto riguarda le sponsorizzazioni e il prestigio, con la speranza di riavere i tifosi in tribuna nella prossima stagione.


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Il punto di Gianluca Di Marzio

A fare il punto del mercato rossonero è l’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, che sottolinea come il Milan sia risultata la squadra più attiva e col minor numero di denaro speso, cifra vicina allo zero.

Infatti il Diavolo ha chiuso la campagna acquisti di gennaio con tre rinforzi: Fikayo Tomori dal Chelsea, Soualiho Meïté dal Torino e lo svincolato Mario Mandzukic.

I primi due calciatori sono arrivati in prestito con diritto di riscatto, otto milioni per Meite, 28 per Tomori. Mandzukic invece è arrivato libero da ogni vincolo contrattuale ed ha un’opzione di rinnovo automatico in caso di approdo in Champions League.

Delle tre operazioni, l’unica che ha portato un esborso di denaro è quella dell’ex centrocampista del Torino, a cui il Milan ha riconosciuto una spesa di 500 mila euro.

Di Marzio esalta il Milan come la squadra che si è mossa meglio al miglior prezzo, ora la parola spetta al campo, unico vero giudice.