Gandini: “Il giocattolo Milan non è rotto, Ibra cementa lo spogliatoio”

Umberto Gandini, storico team manager del Milan, ha parlato della società rossonera e del suo momento in una intervista in radio.

Umberto Gandini
Umberto Gandini (© Getty Images)

Dal 1993 al 2016, con tre incarichi diversi, Umberto Gandini è stato uno dei dirigenti di spicco del Milan. L’ex dirigente calcistico, ora AD della Lega Basket, ha ricoperto al Milan le cariche di direttore dell’organizzazione sportiva, Team manager e direttore esecutivo.

Un uomo che conosce bene il calcio e soprattutto il Milan, che ai microfoni di Lady Radio ha parlato della situazione drammatica dello sport italiano per via della pandemia e della situazione del club di via Aldo Rossi.


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Per Umberto Gandini gli anni al Milan sono stati importanti, con diversi trionfi e soddisfazioni sul piano professionale e umano. L’ex dirigente rossonero ha lasciato il Diavolo per la Roma nel 2016, ed oggi gestisce la Lega Basket.

Un cambio che indica la sua competenza nel mondo dello sport unite alle sue grandi capacità manageriali. Malgrado non sia più nel mondo del calcio il dirigente ha concesso in una intervista a Lady Radio qualche battuta sulla sua ex squadra, ma ha parlato soprattutto del periodo difficile dello sport in Italia.

Ecco le sue parole sul Milan:

Nel calcio un prodotto vincente è quello che vince. Il campionato fortunatamente non è chiuso e tutto è ancora da definire. Il Milan è stato sorprendente: Maldini e Massara hanno creato un giocatolo divertente e che malgrado i risultati attuali non è da definire rotto. La dirigenza sta appoggiando Stefano Pioli e si è schierata a favore del progetto societario. In questo momento stanno pagando gli infortuni di giocatori chiavi, Ibrahimovic su tutti. Lo svedese è la forza del gruppo, il vero cemento dello spogliatoio”.

Gandini ha parlato della crisi economica legata allo sport:

Le società stanno vivendo un periodo drammatico perché stanno continuando la loro attività senza ricevere nessun tipo di aiuto. I provvedimenti governativi di supporto non sono ancora arrivati e le società devono autotassarsi per andare avanti”.