Pioli, intervista ‘On the Road’: “Se hai ambizione e motivazioni puoi vincere”

Il tecnico rossonero ha parlato del campo e della sua vita privata nell’intervista in BMW: “Bisogna essere generosi e mettere da parte obiettivi personali”.

Zlatan Ibrahimovic e Stefano Pioli
Zlatan Ibrahimovic e Stefano Pioli (© Getty Images)

Stefano Pioli è protagonista sul canale Youtube rossonero e si racconta in un’intervista On the Road. Ecco le parole del tecnico del Milan.

Il rapporto con la città

“Bello, è una città all’avanguardia. A me piace molto camminare e vado volentieri al centro a piedi”.

Paragone tra due brand importanti come BMW e Milan

“Sei consapevole di avere a disposizione qualcosa di prestigioso e questo ti spinge a dare il massimo per raggiungere traguardi importanti”.

La vacanza ideale

“Decide sempre mia moglie. Mi piace conoscere le persone, i loro comportamenti. La mia vacanza preferita sarebbe metà mare e metà montagna. Amo il mare ma non sto continuamente sotto il sole. La montagna è più rilassante e mi piace andare in bicicletta”.

Il ciclismo e gli altri sport

“Il ciclismo è l’altra mia passione sportiva, mi piace sia praticarlo che vederlo. Qualche anno fa ero più in forza e mi sono divertito molto. Soprattutto mi rilassa. Vado sia con gli amici che da solo. Poi il basket e il tennis. Berrettini mi ha entusiasmato voglioso e sorridente allo stesso tempo, un atteggiamento positivo di cui avevamo bisogno”.

Come si trova l’alchimia per vincere

“Tutti all’inizio partono con i massimi obiettivi ma per ottenerli bisogno essere generosi e rinunciare agli obiettivi personali. Ci sono momenti in cui deve soffrire e se non sei disposto a farlo non riesci. Al Milan stiamo coltivando il senso di appartenenza, servono uomini di spessore che abbinino le qualità tecniche a quelle morali. Noi dobbiamo essere ambiziosi e avere grandi motivazioni. Questa è la cosa più importante”.

Gli affetti personali

Le figure del padre e della madre

“Il ricordo più bello che ho di mio padre è la sensazione di sicurezza che mi dava. Era una persona seria e responsabile. La sua passione per il calcio ha trascinato me e i miei fratelli. Mia madre è molto più dura nei giudizi. Quando vede le partite è molto difficile da gestire ma anche rispettosa e comprensiva”.

Il nipotino

“Mia figlia Carlotta mi ha fatto diventare nonno: è una cosa emozionante. Affronti la cosa in un’età diversa e te la godi di più. Ora comincia ha parlare, ha già toccato il pallone ma ora è fissato con le macchine. Ha imparato il nome di Kessie e presto glielo farà incontrare”.

L’allenatore è anche padre

“Certamente hai a che fare con ragazzi di 18 anni e a quell’età non sai sempre come devi comportarti ed è importante avere accanto persone esperte. Tutto quello che fanno o pensano di fare io l’ho già fatto trent’anni fa e quindi cerco di dargli dei consigli su come affrontare certe situazione. I nostri ragazzi sono ventenni ma il nostro ambiente li fa crescere in fretta, però non è così semplice.

L’importanza dell’amicizia

“C’è una canzone di Cocciante che dice ” Un amico se lo chiami di notte scende in strada e prende anche le botte. Gli amici sono quelli che ti prendono per quello che sei, esaltano i tuoi pregi e coprono i tuoi difetti. Io ne ho pochi ma buoni e nel momento del bisogno ci sono sempre”.

La moglie Barbara

“Io e lei stiamo insieme da quando avevamo 16 anni. E’ la persona che mi ha aiutato a crescere e a migliorare. Barbara è una persona brillante e intelligente. Non è facile essere la moglie di un professionista che si porta spesso il lavoro a casa: ansie e preoccupazione. Lei ha sempre avuto l’intelligenza di capire. Quel ti amo in telecamera dopo la Champions conquistata a Bergamo è molto importante. Quando ci siamo conosciuti sono stato io quello a insistere un po’ di più”.

La malattia di Gazidis

Sono rimasto impressionato dalla sua serenità. La sua forza sarà la nostra forza. Tutto il mondo Milan è con lui perché è uno di noi e siamo convinti che ne uscirà. Forza Ivan!”.