Serie A, nuovo protocollo impatto Covid-19: le regole

Il Consiglio di Lega ha diramato un nuovo protocollo da utilizzare per fronteggiare l’impatto del Covid-19.

In Italia aumentano i casi di positività al Covid-19 e ciò sta toccando anche il mondo del calcio. Alla ripresa della Serie A, ci sono partite che non si giocheranno a causa del coronavirus e la situazione è veramente caotica.

Pallone Serie A 2022
Pallone Serie A 2021/2022 (©Getty Images)

Il Consiglio di Lega ha deciso di disporre un nuovo protocollo per le ipotesi di positività al Covid-19 dei giocatori partecipanti al massimo campionato italiano:

  1. qualora uno o più calciatori della stessa squadra risultassero positivi, la gara sarà disputata secondo il calendario di ciascuna competizione purché il club in questione abbia almeno tredici calciatori (di cui almeno un portiere) tra quelli iscritti nelle rose della Prima Squadra e della formazione Primavera nati entro il 31 dicembre 2003 risultati negativi ai test entro il termine del punto 4;
  2. qualora il club non disponga del numero minimo di calciatori di cui al punto 1, la Lega delibererà di conseguenza;
  3. qualora il club sia in grado di disporre del suddetto numero minimo di giocatori e comunque non presenti in campo la squadra, subirà le sanzioni previste dall’articolo 53 delle N.O.I.F.;
  4. ciascun club ai fini dell’applicazione delle norme di cui ai punti 1, 2, 3 dovrà inviare a mezzo PEC alla Lega Nazionale Professionisti Serie A la documentazione comprovante le riscontrate positività entro la mezzanotte del giorno precedente il giorno della partita.

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Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, in mattinata aveva fatto presente la necessità di avere un nuovo protocollo che limiti la competenza delle ASL. In uno scenario di grande confusione e difficile interpretazione, è importante fare chiarezza e dare delle regole precise da applicare in maniera uniforme.

Il dirigente nerazzurro auspica un confronto con il Governo, il Comitato Tecnico-Scientifico e i ministeri, ma anche che venga resa obbligatoria la vaccinazione completa per i calciatori: «Se tutti i giocatori avessero la terza dose, la diffusione del virus e i danni per la salute sarebbe fortemente limitati».