Milan, Origi grande colpo. Perché la strategia di Maldini è giusta

Perché Origi per il Milan sarebbe un grande colpo. La strategia di Maldini è chiara, ed è assolutamente approvata. 

Settimana di mercato movimentata. Sì, è vero. Con un Milan concretamente in corsa per lo Scudetto dopo tanti anni, sarebbe meglio concentrarsi solo sul campo. Ma di quello se ne occuperà Stefano Pioli e la sua squadra. E noi ci fidiamo. Ciecamente. Inoltre, il mercato è come un domino: una notizia scatena l’altra. E quella di Kessie al Barcellona dà il via alle danze.

Origi
Divock Origi (©LaPresse)

I dubbi sono sempre meno: l’ivoriano, che si libererà dai rossoneri a parametro zero, ha scelto la sua nuova squadra. La speranza è che questo possa aiutarlo a ritrovare serenità e concentrazione in vista del finale di campionato. Nonostante sia molto al di sotto del livello dello scorso anno, Kessie è un calciatore importante, ed è giusto che Pioli lo tenga in considerazione fino alla fine. Niente panchina (se il mister non lo ritiene opportuno), niente punizione: tutti uniti per un unico obiettivo. Dopodiché, arrivederci e grazie. Senza rancore. E senza rimpianti. Perché il Milan ha già ampiamente dimostrato che può fare a meno di chiunque.

Origi, mentalità e gol pesanti

Per uno che va via a zero, un altro che potrebbe arrivare… a zero. Ecco che scatta il domino. Divock Origi è molto più che un’idea. La trattativa, come hanno riportato Daniele Longo e Matteo Moretto, è entrata subito nel vivo: si cerca un accordo e il club sembra ottimista sulla riuscita. Il belga guadagna poco meno di 3 milioni, ampiamente dentro ai parametri di Elliott; è al Liverpool dal 2015 (con la breve parentesi in prestito al Wolfsburg) dove ha vinto Premier League, Champions League, Mondiale per Club e Supercoppa Europea. Non è mai stato un grande goleador (la sua miglior stagione è la 2016-2017 con appena 11 reti in tutte le competizioni) ma ha segnato dei gol molto pesanti come quelli in semifinale contro il Barcellona e in finale contro il Tottenham nel 2019. E soprattutto ha giocato poco: un po’ per gli infortuni, un po’ perché in quel di Liverpool la concorrenza è abbastanza forte, ma lui è riuscito sempre a ritagliarsi il suo spazio, tanto da guadagnarsi la stima infinita di Jurgen Klopp. Tutti questi elementi farebbero di lui un grande acquisto.

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Divock Origi (©ANSA)

Un affare

L’obiettivo dei rossoneri è quello di crescere sempre di più, in Italia e soprattutto in Europa. Origi, che compirà fra poco 27 anni, è nel pieno della sua maturità calcistica ma ha già accumulato tanta esperienza in Champions League e non solo. Inoltre c’è un aspetto che è sempre bene considerare. Non nascondiamoci dietro un dito: ad oggi il livello della Premier League è tre volte superiore a quello della Serie A. Se Origi ha giocato bene in Inghilterra, in Italia non dovrebbe avere troppi problemi. E poi c’è l’aspetto economico: arriverebbe a parametro zero, e ha tutte le caratteristiche di un affare. I tifosi sui social sono divisi: c’è chi è contento e chi invece è un po’ deluso, per un motivo ben preciso. Con Giroud e il probabile rinnovo di Ibrahimovic, con Origi si chiuderebbero le porte all’acquisto di un grande centravanti. Sarò impopolare ma penso che, invece, la strategia di Maldini e Massara è giusta. Vi spiego perché.

Priorità all’esterno

Abbiamo già detto che il Milan del prossimo anno dovrà fare a meno di Franck Kessie, ma non solo. Anche Alessio Romagnoli non rinnoverà, a meno di colpi di scena per adesso inattesi. Questo vuol dire che la società ha la necessità di colmare subito due lacune: il difensore e il centrocampista. Il difensore, sì, nonostante Kalulu. Pierre sta crescendo tantissimo (e la società sta avendo ancora ragione di non essere intervenuta nel ruolo a gennaio) ma un altro centrale serve, anche perché non si sa come rientrerà Kjaer dal lungo infortunio. Il primo obiettivo, che è davvero molto vicino, è sempre lo stesso: Sven Botman, l’alternativa potrebbe essere Bremer (anche se è probabile che si scatenerò un’asta, e il Milan non partecipa ad aste). Poi il centrocampista, che potrebbe essere Renato Sanches (ma occhio alle sorprese). E ci ritroviamo già di fronte ad una spesa che potrebbe superare i 50 milioni di euro totali. L’emergenza è il trequartista, o comunque un esterno destro di piede mancino (in dubbio il riscatto di Messias e Saelemaekers fa troppo poco in termini di gol e assist): è lì che bisogna intervenire davvero, e ci si può destinare tutto il resto del budget. L’attacco, in mancanza di soluzioni interessanti fra i 15 e i 20 milioni (praticamente impossibile), lo rinforzi con Origi, che è un signor giocatore e arriva a parametro zero. L’anno prossimo, quando non ci saranno altre grane da risolvere (speriamo nel rinnovo di Leao al più presto), la società potrà dedicarsi finalmente ad un investimento importante sulla punta.