Giroud non ha dubbi: “Al Milan mancava lui”

Ancora Olivier Giroud. Dopo le anticipazioni di ieri, ecco l’intervista completa rilasciata ai microfoni del quotidiano francese l’Equipe

E’ servito davvero poco ad Olivier Giroud per entrare nel cuore dei tifosi del Milan. Una scintilla, forse arrivata proprio in quel derby di ritorno deciso da lui con una doppietta. E’ stato quello il match che ha dato il là alla rimonta rossonera in campionato. Praticamente è grazie ad Oli se adesso il Milan è una seria candidata alla vittoria dello Scudetto.

Olivier Giroud
Olivier Giroud (©LaPresse)

E ci sarà un gran bisogno della sua leadership anche in queste ultime tre gare di campionato, decisive per le sorti della stagione. Arrivato in doppia cifra anche al suo primo anno in Italia, Giroud si è trovato subito in simbiosi col gruppo, con Stefano Pioli e con l’ambiente. E’ questo l’aspetto che fa di lui un grande giocatore, il sapersi ambientare in ogni circostanza.

L’età purtroppo avanza per tutti. Avanza per Ibrahimovic, avanza per Giroud. Non è più il ragazzo giovane di un tempo, il francese, ma è pur sempre un attaccante di caratura mondiale che con la sua esperienza sta aiutando e non poco il Milan a raggiungere obiettivi e sogni. Adesso c’è bisogno dell’ultimo sforzo, di Giroud e di tutta la squadra, per regalare ai tifosi ma anche a loro stessi una gioia che meritano per quanto fatto nell’arco di un’intera stagione.

Giroud ammette: “In allenamento mi esaurisco. Derby di ritorno un sogno”

Ieri L’Equipe aveva pubblicato qualche anticipazione uscita poi nella tarda serata di ieri. L’intervista a Olivier Giroud adesso è completa ed ora è venuto fuori un particolare su Maldini che non possiamo non riproporvi. Questo fa capire quanto sia importante la figura di Paolo all’interno del club e dello spogliatoio: “Negli scorsi anni, mi ha fatto male vedere il Milan così inferiore alla Juventus. Ho sempre pensato che all’interno della società mancasse una figura come Paolo Maldini. E’ sempre presente a Milanello, sempre disponibile. Questo significa che l’allenatore sta facendo le cose giuste ma vuol dire anche che la dirigenza è sempre lì a supportarci. Paolo è una istituzione, non lascia nulla al caso. Questa per me è una grande cosa, mi spinge ad allenarmi sempre al 100%“.

L’arrivo in Italia e la volontà di Pioli…: “Ho sempre sognato di giocare in Inghilterra ma da ragazzo vedevo molte partite del Milan. Sono stato molto triste nella finale di Champions del 2005 ma la squadra si è rifatta nel 2007. Il mio idolo era Shevchenko ma ho visto anche molti video di Van Basten. La classe del Milan è sempre stata incredibile, mi ha sempre attratto la divisa rosso e nera. Pioli vuole che parliamo in italiano durante le partite, io mi sono sforzato a farlo sin dal primo giorno qui. Il mister mi ricorda Renè Girard del Montpellier. La Serie A? Sta tornando competitiva, non c’è più soltanto la Juventus”.

Impossibile non chiudere con il ricordo del derby di ritorno: “Non potevo sognare di meglio. Il mio primo derby, la doppietta sotto la Curva Sud. Grazie a quei due gol sono entrato subito nel cuore della tifoseria”.