Alla scoperta di De Ketelaere: “Così può fare bene al Milan”

A parlare ai microfoni de La Gazzetta dello Sport è lo scopritore di Charles De Ketelaere, Birger Van de Velde. Il belga è un pupillo del Milan

Uno degli obiettivi principali del mercato rossonero al momento è senz’altro Charles De Ketelaere. Giocatore offensivo, un jolly d’attacco, dato che può agire sia sulle fasce che dietro le punte. Giovane e di prospettiva: il modello perfetto seguendo la linea guida di Maldini e Massara. L’accordo è tutt’altro che fatto, si continua a lavorare.

Charles De Ketelaere
Charles De Ketelaere (©LaPresse)

Sarà un mercato da urlo, si spera, quello del Milan. Ci sono tutti i presupposti affinché i rossoneri possano avere un ruolo da protagonista in questa sessione estiva, in attesa ovviamente del rinnovo di Maldini e Massara. Tra i profili più ricercati risalta il nome di Charles De Ketelaere.

Giovanissimo, belga, in forza attualmente al Bruges. Delle sue caratteristiche tecniche ne abbiamo parlato in precedenza. Sarebbe un colpo perfetto per il Milan. Ed è accordo una sua vecchia conoscenza, il mister che per primo ha intravisto delle qualità importanti in lui.

Van de Velde: “E’ il nuovo De Bruyne. Spero vada al Milan”

Birger Van de Velde è stato il primo allenatore di De Ketelaere. Lo ha avuto con sé nelle giovanili del Bruges, esattamente a partire dall’Under 13. Ha iniziato raccontando un aneddoto: “Era bravo anche nel tennis, sua mamma lo vedeva già come futuro campione di Wimbledon. Io però ho sempre creduto nel calcio. Mi auguro davvero che vada al Milan, mi deve una maglietta“.

Continua così Van de Velde: “L’ho visto per la prima volta nell’Under 14 del Bruges, la squadra del suo cuore. Lo ricordo come un angelo dai capelli biondi. Faceva l’ala sinistra ma era bravo in qualsiasi posizione. Pensate che in un torneo amatoriale di judo vinse lui, se la cavava in tutti gli sport. Prima dei 13 anni giocava sul campo a 8, andava sul fondo e crossava con il suo mancino delicato. Sua madre era sempre presente ma continuava ad avere questa fissazione del tennis”.

La decisione finale: “Era impegnatissimo durante la settimana, non poteva andare avanti così. Tra tennis, calcio e scuola non aveva tempo libero. Decisi di parlare con la madre che fortunatamente mi ascoltò e così andò avanti solo con il calcio. Ad un certo punto decisi di affidargli le chiavi del centrocampo per farlo sentire sempre al centro del gioco, con la numero dieci. Prima sul campo piccolo, poi sul campo a undici dove si è specializzato nel ruolo di trequartista. E lì che mi piace vederlo giocare soprattutto. Può essere il nuovo De Bruyne. Spero, lo ribadisco, in un futuro con la maglia del Milan in Serie A“.

 

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