De Ketelaere al Milan, l’affare stava saltando: la rivelazione degli agenti

De Mul e Sharifi, agenti di De Ketelaere, hanno parlato del trasferimento del talento belga al Milan: svelati alcuni retroscena.

Il club rossonero può finalmente godersi Charles De Ketelaere, arrivato dopo una trattativa lunghissima ed estenuante. Paolo Maldini e Frederic Massara sono riusciti ad assicurarsi uno dei giovani talenti più promettenti d’Europa. Ora c’è grande curiosità di vederlo all’opera.

Charles De Ketelaere
Charles De Ketelaere (foto AC Milan)

Sabato a Vicenza ci sarà l’ultima amichevole pre-campionato e in tale occasione vedremo per la prima volta CDK in campo con la maglia numero 90 del Milan. Sarà interessante vedere dove Stefano Pioli lo collocherà tatticamente. Lui può giocare da trequartista, da esterno offensivo e anche da attaccante. Offre più soluzioni ai suoi allenatori.

Anche se è costato 35 milioni di euro (bonus compresi) e qualcuno si aspetta subito grandi cose, non bisogna dimenticare che è un ragazzo di 21 anni che arriva da un campionato completamente diverso come la Jupiler Pro League. Gli va dato del tempo, evitando inutili pressioni e giudizi affrettati in caso di prestazioni iniziali non convincenti.

De Ketelaere tra Premier League e Barcellona: il Milan l’ha spuntata

Tom De Mul e Yama Sharifi sono gli agenti di De Ketelaere e hanno avuto un ruolo importante nella negoziazione tra Milan e Club Brugge. Intervistati da HLN.be hanno raccontato alcuni aneddoti dell’operazione.

De Mul: «Il Milan lo ha seguito per un anno o due».

Sharifi: «Più a lungo Tom, già dalle giovanili».

De Mul: «Sì, ma i primi contatti risalgono a due anni fa. All’epoca pensavano che Charles fosse un grande talento, ma volevano un giocatore che potesse arrivare subito. Hanno preso il tempo necessario per valutare quanto potesse diventare bravo. Maldini e Massara nel frattempo ci hanno fatto domande di ogni tipo. Che tipo di persona è? Com’è questo ragazzo?».

Sharifi: «Non solo loro, vero?».

De Mul: «Esatto, molti club si sono informati. West Ham, Newcastle».

Sharifi: «Arsenal».

De Mul: «Quei club non hanno spinto al 100%. L’Arsenal ha preso Gabriel Jesus, che aveva già dato prova di sé in Premier League. Anche il Barcellona lo ha seguito a lungo, ma abbiamo pensato che non fosse la mossa giusta».

Sharifi: «Il Leeds è stato molto concreto».

De Mul: «Anche Charles se n’è accorto. Lo volevano assolutamente, lì avrebbe giocato ogni settimana. Jesse March è un allenatore di prim’ordine».

Sharifi: «A un certo punto ha detto che gli piacerebbe sentire un altro club».

De Mul: «Per capire se il Leeds fosse il passo giusto, voleva poter fare un confronto. Abbiamo telefonato al Milan: “Se lo volete davvero, dovete insistere adesso. E spingere bene, non a metà”. Maldini era ancora impegnato con il suo contratto, ma poi lo chiamò. Charles anche con Pioli ha avuto una buona conversazione e si è convinto completamente. Solo che il Leeds offriva 40 milioni e il Milan aveva un limite. Però il Brugge non lo avrebbe venduto per venti milioni, quindi il Milan doveva rilanciare l’offerta».

Sharifi: «Abbiamo insistito un po’, mostrando il nostro lato aggressivo. A un certo punto l’accordo sembrava morto».

De Mul: «Dopo l’incontro in Belgio, i club non hanno più voluto parlarsi».

Sharifi: «Poi siamo andati a Lugano. Due superpotenze si sono confrontate ed è diventata una vera battaglia. Il mondo esterno non può capire quanto sia stato difficile risolvere tale situazione. Tom e io dovevamo decidere la strategia. Abbiamo fatto di tutto per far riuscire il trasferimento».