Lo svizzero sotto la lente di ingrandimento in vista della partita contro il Como: può giocare dal primo minuto

E’ stato uno degli acquisti più cari dell’estate e fin qui ha certamente reso meno del previsto. Fino a poco tempo fa la lente di ingrandimento è stata puntata soprattutto su Christopher Nkunku, che è riuscito, però, a fornire dei risultati quando ha trovato continuità.
Il parere su di lui è dunque cambiato, come quello su Athekame e De Winter, che hanno dato delle risposte importanti quando sono stati chiamati in causa. Se per Estupinan la bocciatura appare ormai definitiva, per via dell’esplosione di Davide Bartesaghi, diventato titolare, lo stesso non si può dire per Ardon Jashari, che il Milan ha voglia di aspettare.
Milan, Jashari pronto ad esplodere: è l’erede di Modric
Il centrocampista, pagato 36 milioni di euro, è al momento una riserva: Luka Modric e Adrien Rabiot, d’altronde, non si toccano e Fofana e Ricci, offrono più garanzie dello svizzero.
Fin qui, così, le presenze con la maglia del Milan sono nove: non si va oltre i 400 minuti tra Serie A (sei gettoni), Coppa Italia (due) e Supercoppa Italiana (1). Nell’ultimo periodo, però, la sua forma fisica e migliorata e c’è la convinzione che in questa seconda parte di stagione giocherà di più.

L’infortunio, che lo ha tenuto fuori più di due mesi, lo ha ovviamente condizionato, ma Massimiliano Allegri crede parecchio in lui e stasera è pronto a puntarci. Secondo le ultime notizie, che arrivano da Milanello, toccherà allo svizzero insieme a Luka Modric e Samuele Ricci comporre il trio in mediana.
Jashari in questi mesi ha lavorato all’ombra del croato, dal quale inevitabilmente ha imparato moltissimo. Lo svizzero è il giocatore destinato a raccogliere l’eredità del Pallone d’Oro. Ne ha le caratteristiche e la personalità, ma da qui al termine del campionato potrebbe crescere al suo fianco anche in campo.
Come detto, Rabiot e Modric non si toccano, ma ci sono i margini per diventare titolare. D’altronde il futuro di Jashari non è certo in discussione come per Ricci. Quello di Youssouf Fofana e Ruben Loftus-Cheek sì. Le gerarchie potrebbero così cambiare, ma servono risposte concrete, a partire da stasera




