Ci si lecca le ferite dopo una eliminazione per mano della Bosnia, ora i prezzi non possono volare alle stelle: niente vetrina Mondiale

Il popolo italiano piange la mancata qualificazione ai prossimi Mondiali. Gli azzurri non sono riusciti ad avere la meglio della Bosnia: l’espulsione di Bastoni ha complicato dannatamente tutto, poi sono gli arrivati gli errori davanti la porta di Kean, Dimarco e Pio Esposito. Quest’ultimo è stato, inoltre, impreciso dal dischetto.
Una nuova serata, dunque, da dimenticare, in cui fallisce il sistema calcio italiano, gestito da Gabriele Gravina. Ma è il fallimento un po’ di tutti, a partire dal blocco Inter e di chi ne ha esaltato le qualità oltre misura. Abbiamo perso nonostante in rosa avessimo – a detta di qualcuno – i nuovi van Basten e Maldini. Anzi, qualcuno ha sostenuto che fossero più forti. E invece dopo aver esultato prima di giocare, abbiamo pianto.
Un pianto che coinvolgerà anche quei presidenti che dovranno fare i conti con il crollo delle valutazioni. Chi aveva pensato di vendere Frattesi e Bastoni a cifre esorbitanti non lo farà di certo. Senza la vetrina del Mondiale i prezzi crollano e ad esultare alla fine, almeno per questioni di mercato, può essere il Milan.
Milan, per Kean nessuna richiesta folle
La Fiorentina sperava di vedere Moise Kean protagonista in estate, ma così non sarà. E i viola dopo una stagione altamente deludente potrebbero cedere il loro centravanti a cifre molto più basse rispetto a quelle della clausola.

Di certo non ci sarà alcun gioco al rialzo. Di certo non si dovrà aspettare il Mondiale, sperando che i propri giocatori facciano bene per venderli di più.
Sarà un’estate in cui si guarderà le altre nazionali e in cui noi parleremo ancora di calciomercato, leccandoci le ferite e pensando che la colpa sia sempre degli altri. Adesso si punterà il dito contro i bambini che non giocano più per strada e poi si ripartirà con gli stessi uomini, con gli stessi giocatori e con tutti coloro che li hanno esaltati, come se nulla fosse successo. E’ l’Italia, ma saremmo felici di essere smentiti.




