Ormai tutti sono d’accordo di chi siano le colpe principali: tre stagioni negative e il futuro rischia di essere anche peggio

Si cambia per non cambiare nulla. Al Milan ormai da qualche anno, da quando Paolo Maldini è stato cacciato via, si vivono le stagioni alla stessa maniera.
In estate è tempo di rivoluzioni: si smantella un’intera squadra, cedendo i pezzi migliori, per comprarne altri. Si affida il gruppo ad un allenatore, che prima o poi sarà considerato il responsabile dell’andamento negativo del Milan. Così è successo anche quest’anno.
Oggi è dunque nuovamente il turno di Max Allegri, che non è ancora entrato totalmente nel tritacarne delle critiche perché nella stampa c’è chi prende le sue parti. Non è successo, però, né con Fonseca né con Conceicao. Quando però le colpe non sono degli allenatori, sono evidentemente di qualcun altro.
Spesso così la lente di ingrandimento è stata puntata sui giocatori: Rafa Leao, il più bersagliato, ma tanti altri sono finiti nel mirino. E’ evidente che chi prende le decisioni ha scelto che il portoghese sia il prossimo pezzo di quel puzzle, che aveva portato allo Scudetto con Stefano Pioli in panchina e Paolo Maldini al compagno, da allontanare dal Milan. E’ già successo ai vari Tonali, Kalulu e Theo Hernandez.
Via i giocatori per l’ennesima rivoluzione
Poi, ovviamente, si passerà alla cessione dei giocatori più importanti. Lo scorso anno era toccato a Tijjani Reijnders, il miglior rossonero della passata stagione. In questa la palma se la contendono Rabiot e Pavlovic, entrambi oggi indicati come possibili cessioni estive.

Il piano è dunque ormai chiaro a tutti: si individuano i capi espiatori, si cedono i calciatori più forti e se ne acquistano tanti altri per l’ennesima rivoluzione. Ripartendo da zero, le ambizioni di vittoria sono ovviamente inesistenti. Nel frattempo i tifosi della Curva sono stati zittiti e lo stadio, senza colori, è sempre meno caldo. Il Diavolo, privato della sua anima il 6 giugno 2023, sta dunque continuando a bruciare all’inferno. I conti, però, sono in ordine e forse è ciò che davvero conta ai piani alti.
In queste ormai tre stagioni, l’unica vera costante è stata Giorgio Furlani (con Geoffrey Moncada, ovviamente). L’AD ha fatto sorridere i bilanci, ma è stato protagonista di un autentico disastro in campo. Se Gerry Cardinale ha davvero voglia di portare il Milan ai vertici del calcio, non avrebbe alternative. La scelta da prendere appare ovvia a tutti




