Il rischio di una nuova rivoluzione è concreto: il piano dell’estate dell’Amministratore Delegato rossonero per il Diavolo

La qualificazione in Champions League è incerta così come il futuro del Milan è sempre più avvolte da nubi. In questi giorni tutto è stato messo terribilmente in discussione: il rischio che sia una vecchia nuova estate è concreto. Giorgio Furlani, infatti, sarebbe pronto all’ennesima rivoluzione.
Stamani si può così leggere dei possibili addii di Massimiliano Allegri e Igli Tare, che verrebbero sostituiti da Vincenzo Italiano e D’Amico. Un piano, firmato Furlani, che porterebbe il Diavolo a cambiare volto ancora una volta. Non è un caso che in questi giorni tutti i migliori giocatori siano stati messi in discussione.
Senza Champions e Allegri, Luka Modric farebbe le valigie e verosimilmente anche Adrien Rabiot. In attacco possono partire tutti, ma è Rafa Leao che rischia di essere ‘svenduto’ come è accaduto con Theo Hernandez la scorsa estate. E’ tempo di cambiamenti, come piace a Giorgio Furlani, che ovviamente è pronto a cedere un altro pezzo da novanta.
Milan, c’è il nome del sacrificato
Lo scorso anno era toccato a Tijjani Reinders: l’olandese ha sistemato i bilanci con un’ottima plusvalenza. Ora il prescelto sarebbe Pavlovic. In Inghilterra sono intenzionati a mettere sul piatto una cinquantina di milioni per il giocatore serbo, che è stato certamente il migliore della rosa di Massimiliano Allegri.

Via, dunque, i migliori per far posto ad altri calciatori, 6-7 magari. Tra questi poi ce ne sarà qualcuno da rivendere ad un prezzo maggiorato. Il destino del Milan appare ormai chiaro a tutti, a meno che, Gerry Cardinale non decida di cambiare radicalmente rotta.
Il popolo rossonero oggi ha messo nel mirino Giorgio Furlani, l’artefice principale di questa politica. Ma da fine maggio, il numero uno di RedBird non avrà più scuse. Avendo saldato il debito con Elliott, che senso avrebbe tenere l’attuale Amministratore delegato al suo posto? E’ questa la domanda che tutti ci facciamo.
La risposta è chiara: se Furlani dovesse ancora lavorare per il Milan, vorrebbe dire che quanto sta facendo è considerato positivamente da Cardinale. I conti d’altronde sono buoni, il campo e i risultati sportivi decisamente no. Ma forse a qualcuno non interessa…




