CALCIOMERCATO MILAN – Non è convinto dalla partenza di Pirlo l’ex bandiera rossonera, attuale dirigente Figc, Demetrio Albertini: «Andrea è un altro mio amico – dice a Tuttosport – ho passato con lui l’ultima estate e so che ha vissuto benissimo questo suo trasferimento. Considero Pirlo il miglior centrocampista italiano, un giocatore che non ha eguali, insostituibile. In fondo, se Andrea è diventato titolare nel Milan lo deve un po’ anche a me, visto che il suo spazio aumentò con la mia partenza verso l’Atletico Madrid nel 2002. La sua partenza per me è stato un errore, ma ormai è andata e la vita va avanti. Però non me l’aspettavo dal Milan, anche perché mi hanno sempre insegnato che si può sbagliare a comprare, ma non a vendere». Poi prosegue: «Il Milan l’anno scorso ha giocato spesso con Ibrahimovic, Pato e Robinho e quindi l’allenatore aveva bisogno di trovare un equilibrio differente, mettendo davanti alla difesa un centrocampista con caratteristiche diverse. In più, non bisogna dimenticarsi che Pirlo è stato infortunato per parecchi mesi e quando era sano ha giocato. Poi è chiaro, aver vinto lo scudetto con tale modulo di gioco, ha dato la consapevolezza al tecnico e alla società di poter perseguire una strada diversa. Ma Van Bommel, pur restando un buon giocatore, non è Pirlo. Così come Ambrosini. Non sono due registi». Il sostituto di Pirlo è Aquilani: «Alberto per il gioco del Milan è perfetto, servirà molto, ma non è Pirlo. Lui stesso lo ha detto più volte ed è vero. Aquilani è una mezzala, ma soprattutto deve ancora dimostrare molto, mentre Andrea aveva vinto tutto quello che c’era da conquistare. Diciamo che Aquilani è stato fortunato a trovarsi in una situazione di cedibilità nel momento in cui al Milan serviva un giocatore di quel tipo».

La redazione di Milanlive.it