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Malore Cassano, il professore Mariani: Difficile stabilire i tempi di recupero, Cassano ha reagito bene perchè sano

MALORE CASSANO – Il malore che ha colpito Antonio Cassano sta interessando tutto il mondo sportivo e non. Se ne sono dette di tutti i colori, anche da persone non competenti in materia. Ora emergono i primi particolari. Ad esempio, l’ischemia cerebrale che ha colpito Antonio ha interessato in modo lieve il talamo. A causa del forame ovale pervio di cui avevamo parlato ieri, un microembolo è andato a occludere un piccolo vaso. La conseguenza è una piccola necrosi ischemica nella parte sinistra del talamo. La Gazzetta dello Sport ha analizzato, con Claudio Mariani, professore ordinario di neurologia all’Università di Milano, quanto accaduto al barese: “La diagnosi è credibile, anche se il talamo è una sede abbastanza insolita di ischemia. Che effetti può avere? Dipende dalla grandezza dell’ischemia. Se l’infarto è grosso il danno può anche non regredire. Ma non è il caso del giocatore. Credo che su Cassano abbia avuto un effetto transitorio, dalla quale il ragazzo s’è ripreso bene dopo avere avuto disturbi al linguaggio e all’equilibrio. L’evoluzione sembra essere positiva anche perché Cassano è giovane e sano. Gli altri vasi cerebrali e i tessuti circostanti sono buoni, non hanno sopportato danni, quindi suppliscono al problema. Se invece l’ischemia avesse colpito un vecchio, con vasi aterosclerotici, il problema sarebbe stato più grave. Cassano potrebbe anche tornare a giocare. I tempi di recupero? Domanda da un milione di dollari. Per l’intervento al cuore, se ben eseguito, i tempi sono brevi. Il recupero dal danno cerebrale è più soggettivo. Dare dei tempi oggi è impossibile. Che funzioni ha il talamo? Ne ha tantissime. Il talamo è formato da due masse ovoidali di 4 cm di diametro entro le quali passano tutte le fibre nervose. Il talamo riceve le informazioni sensitive escluso l’olfatto e le trasmette alla corteccia. La corteccia trasmette le informazioni al talamo stesso, che poi le trasmette ad altre zone del cervello e al midollo spinale”.

Mauro Nardone – Milanlive.it