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Milan-Cagliari 3-0: il Milan sta cambiando, i risultati no

MILAN-CAGLIARI, 3-0, IL CAMBIAMENTO – Serata fredda a San Siro, lo stadio è una desolazione e i tifosi hanno preferito il divano di casa piuttosto che la ghiacciaia degli spalti. I ragazzi scendono in campo decisi fin dall’inizio, qualche peccatuccio veniale viene commesso durante i primi minuti di gioco nei quali hanno concesso forse troppo spazio alla squadra di Ballardini ma grazie alla velocità di gioco, caratteristica rara in questo Milan e per questo preziosa, e alla voglia di vincere hanno saputo prendere in mano le redini della partita con forza e determinazione. Non basta, la partita sembra non sbloccarsi, fino al 32′ quando una punizione dal limite dell’area permette a Ibrahimovic di segnare il suo 15° gol in stagione. Ibracadabra è magico, potente, preciso e non delude mai. Solo 7 minuti più tardi torna a dominare la scena Nocerino che, grazie a un assist magnifico del solito svedese, segna il suo 7° gol in stagione, non ne aveva mai segnati tanti. Il Milan è tornato davvero. Trovo che l’attacco con Seedorf dietro alle due punte sia imbattibile, Ibrahimovic è fondamentale ma al suo fianco abbiamo a disposizione numerosi cambi tutti funzionali all’andamento della partita, forse sarebbe il momento per provare il nuovo numero 21, Maxi Lopez, è già pronto in panchina, si alza e si scalda ma il Mister non lo rischierà dopo un solo allenamento in gruppo. Sempre meno spazio per Pippo Inzaghi, l’altro attaccante con la I declassato ad essere “l’altro” e non “l’unico”: è triste accorgersi dello scorrere del tempo, i ricordi, però, non svaniscono mai. Il Cagliari può solo rincorrere una speranza, un barlume troppo rossonero per essere positivo e le granate iniziano a piovere con prepotenza sulla porta di Agazzi. Guardando i singoli ci sono alcune valutazioni da fare: Mesbah potrebbe essere il giocatore giusto per acquisire il posto da titolare su quella fascia tanto contesa  anche se, contro il Cagliari, è stato meno preciso rispetto alla sfida di Tim Cup contro la Lazio, ci piace e anche Allegri sembra esserne soddisfatto; Emanuelson non deve giocare trequartista, se non sta dietro le punte è un altro giocatore e ha davvero messo in scena una fantastica tecnica e tanto cuore, può giocare ovunque, a destra, a sinistra ma non trequartista, ribadisco; Van Bommel mi piace molto, mi sono sempre espressa positivamente nei suoi confronti e ho fatto bene, nonostante l’ammonizione, forse nemmeno meritata, ha fatto una grande partita; Robinho invece continua a non convincermi al 100%, Maxi Lopez potrebbe essere davvero il giocatore giusto per sostituirlo, farebbe ciò che non fa lui, ovvero: i gol! Ero scettica riguardo a Mexes, devo proprio ricredermi, è stato ineccepibile, accanto a Nesta sta benissimo, si intendono alla perfezione, cosa che non accade con Bonera. Il momento dell’ingresso del piccolo Faraone accanto a Ibrahimovic sancisce una rinascita di stima per Allegri, insieme possono fare scintille: il gigante e il bambino, l’esperienza e l’incoscienza ma, per entrambi, un grande istinto, creano un mix da brivido e, infatti, i giovane 92 (di nascita e di numero) sfiora la rete dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo. La vera sorpresa, però, arriva al 31′ del secondo tempo quando Emanuelson trova la luce per il passaggio ad Ambrosini, entrato nonostante l’influenza, un tiro preciso che supera Agazzi e si insacca nella rete: 3-0, primo gol in campionato per il Capitano. Sarebbe il momento giusto per far “provare” anche Inzaghi. Detto fatto, entra Pippo al posto di Ibrahimovic a 7 minuti dalla fine più recupero: c’è tempo! Non basta, per ora rimane solo Leggenda ma si spera possa avere altre possibilità.

Solo 1 punto dalla Juventus di COnte, 1 punto che sembra poco ma basta per essere ancora dietro e non davanti, 1 punto che stimola e inorgoglisce questa squadra che si è finalmente ritrovata: vogliono vincere e se volere è potere il Campionato 2012 sarà ancora rossonero.

Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it