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Udinese-Milan 1-2, El Shaarawy e Maxi Lopez: gli assi rossoneri

UDINESE-MILAN 1-2 – Dal 2008 il Milan non esce dal campo di Udine con una vittoria in mano, quel giorno è stato Gilardino a sbloccare e chiudere la partita sullo 0-1. In questo freddo pomeriggio invernale la sfida è molto accesa tra Allegri e Guidolin che, contro il Mister rossonero, non ha mai saputo vincere e, nonostante tutto, continua a non farlo. Solo preamboli utili, però, a commentare questa partita estremamente faticosa e lo sguardo di Allegri a bordo campo ne è l’emblema più significativo. A questo Milan mancano le verticalizzazioni nei passaggi, l’unico che prova a spingere la squadra in avanti è Thiago Silva, per il resto vedo troppi ragionamenti, troppi giochetti, passaggi laterali, indietro e mai prepotentemente protesi verso la zona d’attacco. Le scelte a centrocampo erano veramente ridotte: Ambrosini, Emanuelson e Nocerino sono le uniche carte giocabili con Van Bommel squalificato oltre a tutti gli infortunati che aggravano la situazione. L’attacco con El Shaarawy e Robinho potrebbe essere la scelta migliore anche se, almeno per una volta, schierare l’esperienza di Inzaghi affiancata alla forza fisica e alla voglia incosciente del Faraone desideroso di imporsi sarebbe stata la decisione migliore; purtroppo con i se e con i ma non andiamo lontano. L’Udinese, invece, cerca, fin dall’inizio, di ribaltare le statistiche con il 17° gol in campionato di Di Natale, 6° nelle ultime 7 sfide con il Milan (35 anni, tra due giorni, portati benissimo): 1-0. La solita sberla che punisce la disattenzione rossonera, una sberla che dovrebbe risvegliarli, ci provano ma con troppa irruenza e Ambrosini viene ammonito, un fallo inutile aggiungerei. Gli errori sono sempre quelli: sui calci d’angolo dimenticano completamente l’inserimento da dietro di Isla e rischiano il raddoppio, si muovono poco e perdono spesso palla a centrocampo e al limite dell’area di rigore, si bloccano contro la difesa dell’Udinese e non tirano mai. E’ pazzesca la superiorità numerica che la squadra di Guidolin riesce ad avere in ogni zona del campo; i suoi ragazzi corrono davvero tanto, i rossoneri, invece, rispettano alla lettera il loro compitino ma non portano intuizione e fantasia, in questo si sente la mancanza di Ibrahimovic, El Shaarawy compensa l’assenza, è davvero un giocatore fenomenale. Abate è decisamente poco ispirato, non sembra il solito terzino, Mesbah, dal canto suo, non è che stia brillando per corsa e sfondamento. Il Milan ha grosse difficoltà a saltare l’uomo, grande visione del campo, buon gioco a zona ma l’uomo li frena sempre e le azioni si interrompono. In questo momento il Milan è una squadra evanescente che ricorda il triste periodo di Tabarez e gli ultimi istanti di Zaccheroni: così non va, giocano male e commettono sempre gli stessi errori da cui, ipoteticamente, bisognerebbe imparare. L’intensità del gioco del Milan aumenta leggermente solo all’inizio del secondo tempo quando, forse, sarebbe stato il momento migliore per effettuare qualche cambio tattico; si sa, Allegri non ama rischiare e, con pochi giocatori, preferisce tenerli d’acconto: scelte, non sempre sbagliate e l’epilogo lo dimostra. Il pressing dell’Udinese è totale, toglie ogni spazio al Milan, chiude qualsiasi porta e i ragazzi di Guidolin sfruttano perfettamente questa loro insita capacità nelle ripartenze, un affare che ai rossoneri brucia. Nel frattempo (21′ 2° t.) Allegri opta per un cambio insospettabile: Maxi Lopez per Nocerino. Intanto l’Udinese continua il pressing, si divertono, possono farlo, hanno modo di esaltare le loro caratteristiche. Persino Domizzi prova a cercare la porta, alla sua 200esima presenza in serie A ma Amelia dimostra di essere un grande portiere, sottovalutato ma davvero reattivo. Non è finita però, le legnate che il Milan continua a prendere, da 5 partite a questa parte, forse hanno dato una scossa alla squadra e Maxi Lopez, alla prima vera presenza in rossonero (non consideriamo le apparizioni di 5 minuti) segna il pareggio e permette alla panchina e al Mister di asciugarsi la fronte e le lacrime. Nel frattempo Inzaghi continua ad essere seduto in panchina, privo di considerazione da parte dell’allenatore, una rabbia negli occhi senza paragone e, d’altra parte, ha tutte le ragioni del mondo. Finalmente il nostro piccolo grande Faraone trova il gol del vantaggio grazie a un perfetto dialogo con Maxi Lopez che sembra essersi inserito abbastanza bene nel gruppo, il pareggio gli ha sicuramente dato fiducia e carica.

Se in 20 minuti il Milan può ribaltare una partita in questa maniera deve anche essere in grado di vincerle dall’inizio, faticando meno e facendo correre e tremare gli avversari perché è vero che l’importante è vincere ma sarebbe opportuno vincere senza esaurirsi fisicamente e psicologicamente. Dopo 4 anni il Milan esce glorioso dal campo di Udine, dopo 5 partite il Milan ritrova 3 punti e la speranza. Una risposta importante.

Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it