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Milan: la giornata perfetta

MILAN, LA GIORNATA PERFETTA – Con il pareggio della Juventus contro il Parma e la vittoria schiacciante contro l’Arsenal per 4-0 il Milan recupera dignità, morale e la speranza di chiudere questa stagione tra onori e gloria. I rossoneri sono stati padroni d’Europa per lungo tempo, hanno saputo dare il meglio di sé in questa competizione con un gioco meraviglioso e imponente, quell’unico modo di scendere in campo che possa congelare la voglia di fare degli avversari. Scontrarsi con squadre che si conoscono perfettamente, come capita nel campionato di Serie A, a volte può destabilizzare l’equilibrio della mente: troppo convinti di vincere si rischia di sottovalutare la partita risparmiando energia, auspicando che tutto vada secondo gli schemi studiati preventivamente, non è così. L’Arsenal è una squadra che avrebbe potuto fare paura ma la soggezione non fa parte del mondo-Milan, i rossoneri sanno di essere competitivi perché sanno quali sono gli ingredienti per determinare una vittoria. La Champions League non è finita, è solo l’inizio ma se “chi ben comincia è a metà dell’opera” il Milan ha tanti fattori positivi dalla sua parte basta solo che continui a dimostrarlo sul campo. In questa andata di ottavi di finale i ragazzi hanno giocato finalmente insieme cosa che, ahimè, non vediamo troppo spesso; hanno saputo trovare quel dialogo tra i reparti utile a determinare superiorità numerica e azioni da film. La verticalizzazione nei passaggi, sottolineata dallo stesso Allegri nella conferenza stampa post partita, è l’unico modo per segnare e, infatti, il risultato parla da solo. Quando il Milan si è trovato in difficoltà, dall’inizio di questa stagione a questa parte, l’ha fatto soprattutto per lo schema di gioco: gran possesso palla ma con passaggi laterali o indietro che rallentano il gioco e lasciano il tempo agli avversari di pensare. Pensare: un verbo che nello sport si sente spesso ma che non trova riscontro nell’esplicarsi del gesto atletico, sono infatti gli automatismi a scrivere chi sia il migliore, è solo la squadra che ha assimilato più interiormente lo schema a muoversi con disinvoltura senza curarsi degli avversari. “Non ti curar di loro ma guarda e passa” e solo questo è il modo di passare lasciando il segno, quel segno indelebile che, a fine stagione, deve portare nuovi trofei alla bacheca di Via Turati.

Cosa ci servirebbe? Vivere tutte giornate perfette: da qui alla fine della stagione.

Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it