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Milan-Roma 2-1: paura di perdere, rabbia per vincere

MILAN-ROMA 2-1 – La sfida più importante di questa fine di Campionato, una sfida difficile, una sfida ardua da affrontare contro una Roma che ha recuperato forza, compattezza e capacità di gestione in fase di possesso come quello di non possesso, una delle squadre più difficili da battere, in questo momento della stagione, ma non impossibile. L’attacco della partita è stato esattamente come avremmo voluto vederlo. Una lettura magistrale del gioco da parte di tutti che, subito, provano a pressare molto alto la Roma in netta inferiorità rispetto al Milan anche se, tutto sommato, sono riusciti a mantenere una buona fase difensiva rispecchiando, a regola d’arte, le indicazioni di Luis Enrique. Un buon Emanuelson si mette in luce con qualche movimento ben ragionato grazie alla fiducia accordata da Ibrahimovic che, purtroppo però, continua a non considerare la presenza del piccolo Faraone, azzarda qualche tiro in porta dalla distanza quando il passaggio sarebbe stato visivamente più decisivo. Il problema muscolare di Thiago Silva, già riscontrato nel corso del riscaldamento, lo costringe a lasciare il posto a Zambrotta dopo appena 10 minuti dal fischio di inizio, il numero 19, però, sembra più un ex giocatore che una pedina utile e, con questo, contribuisce al gol di Osvaldo sul finire del 1° tempo. Nel frattempo il Milan è riuscito a rimanere molto alto mantenendo, anche grazie a una punizione assegnata dai 30 mt, la palla nella metà campo avversaria e la Roma ha iniziato, apparentemente, a soffrire. Potremmo, dopo qualche situazione ambigua, riaprire il nostro dossier ma, a scanso di equivoci e nel rispetto dei bassi profili rossoneri, lasciamo perdere. Al 16′ El Shaarawy sfiora il gol che avrebbe sbloccato la partita ma angola troppo il tiro e può solo mettersi le mani in faccia (non nei capelli perché la cresta è intoccabile!). Acquisire fiducia non deve rendere un giocatore solista, soprattutto a partita ferma sullo 0-0 e, in questo, Emanuelson ha commesso qualche errore di troppo, rendendosene conto cerca di rinsavire tornando trequartista e abbandonando l’idea di fare la prima punta. La Roma, dopo un attacco buio, inizia a trovare spiragli luminosi grazie a qualche inesattezza nel centrocampo del Milan, subito recuperata. Una ripartenza fulminante mette i rossoneri in condizione di inscenare azioni pericolose anche grazie ai numeri di El Shaarawy ma, questa volta, è Ibrahimovic e farsi fermare: anche i migliori sbagliano e continuano a farlo. Lo svedese svogliato significa mancanza di attenzione e con una formazione mutilata come questa sarebbe stato meglio averlo in campo al 100% oppure non averlo. Non avrei voluto riaprire il dossier ma non posso farne a meno, me ne dispiaccio ma il rigore per fallo su Ibrahimovic c’era e Mazzoleni non ha voluto vederlo, lo stesso vale per il fallo da macellai commesso su Mesbah seguito da un cartellino giallo a Ibrahimovic per un fallo poco chiaro. Questa Roma ha dimostrato di avere qualche carta in più da giocare rispetto all’inizio del Campionato ma troppa confusione in campo ha determinato azioni imprecise e mai pericolose, fino a prova contraria. La Roma, aiutata da Mazzoleni, riesce a tenere fermo il tabellone contro un Milan, quasi, senza titolari, ma ricchissimo di motivazioni. Il punto fermo di questa formazione, nonostante l’età, è proprio El Shaarawy, l’unico ad aver sfiorato il gol per ben due volte con un palo secco al 41′ del primo tempo. L’italo-egiziano va lasciato giocare, bisogna credere in lui, bisogna lasciarlo crescere ma fidarsi perché sono questi i talenti di cui ha bisogno il calcio italiano e lui è del Milan. Queste, purtroppo, sono le classiche situazioni in cui si può subire gol giocando bene, si può sbagliare per distrazione facendosi sopraffare dagli avversari ed è proprio un Osvaldo opacizzato dai rossoneri, ma aiutato da Zambrotta, a segnare la rete dello 0-1, una beffa che sa di amaro proprio perché è stata l’unica occasione per la squadra di Luis Enrique in tutto il 1° tempo e questo serve solo a fargli acquisire fiducia e decisione cosa che fino a poco prima non avevano. Un cambio che consiglierei? Aquilani per Ibrahimovic, lo svedese non deve per forza stare in campo, soprattutto se non ha voglia. Nessun cambio per Allegri che, all’inizio del secondo tempo, schiera gli stessi, sperando, forse, di trovare un guizzo diverso. Abbiati sbaglia un rinvio mettendo Totti nella condizione di segnare il raddoppio ma il capitano sbaglia in maniera colossale, fortuna nostra. El Shaarawy ha una nuova occasione da gol ma il tiro è centrale e Stekelenburg non ha problemi a fermare il pallone: va lasciato giocare. Avrei sperato di restare stupita favorevolmente nella ripresa invece i primi minuti sono contrassegnati da una fila infinita di errori da parte di entrambe le squadre ma, finalmente, Mazzoleni assegna il rigore, per fallo di mano di De Rossi, che riapre i giochi: Ibrahimovic in questo non sbaglia mai, ci mancherebbe altro. Ritroviamo in campo, all’11’ del 2° tempo, il Principe rossonero al posto di Emanuelson, il suo impatto è determinante, il suo tiro imprendibile e, con questo, il Milan può crederci davvero. Dopo averci lasciato molto perplessi anche Mesbah torna a farci ricredere: incisivo e preciso dall’inizio della partita aiuta la squadra a mantenere il pressing alto ma, anche lui come Emanuelson, si fida un po’ troppo delle sue possibilità e dimentica i compagni, forse dovrebbero, un po’ tutti, abbassare le ali e giocare da squadra sempre. La concentrazione e la voglia di vincere sono l’unico modo per risultare pericolosi ma non basta, sembra proprio che la difesa di Luis Enrique funzioni, sono molto determinati a rientrare chiudendo tutti gli spazi e il Milan non riesce sempre a sopperire con la velocità anche se, tutto sommato, le occasioni non mancano, ci vorrebbe anche un po’ di fortuna e la traversa di Muntari non smentisce la Dea bendata che, con i rossoneri, ci vede benissimo. Solo al 38′ torna in campo l’Ibrahimovic risolutore, una freddezza da grande campione gli permette di mettere a segno la doppietta che ribalta il risultato: 2-1, questo, però, non cambia il fatto di avere bisogno di trovare motivazioni per scendere sempre in campo con la stessa determinazione. Gli ultimi 5 minuti di questa Milan-Roma da cardiopalma vengono concessi ad Aquilani che entra per sostituire El Shaarawy ma, con il senno di poi, sarebbe stato meglio lasciare in campo il Faraone, il numero 18 non sembra molto in forma e rovinare gli ultimi istanti di gioco non è stata la scelta più oculata che Allegri potesse fare al fine di mantenere serenità.

Poco importa, tutti devono avere il loro piccolo momento di gloria e, sebbene non lo meritasse come invece è stato nel corso di altre partite, a risolvere i giochi è stato, ancora una volta, lo svedese. Questo, però, volendo fare i sofisti, serve solo a dargli ulteriore fiducia in sé stesso mettendolo nella condizione di fare ciò che vuole sicuro di poter risolvere la partita in qualsiasi momento: questo non piace e va risolto. Detto questo, Ibrahimovic è ancora l’uomo-Milan ma El Shaarawy arriverà prestissimo vicino ai suoi standard e allora saranno dolori, per lo svedese che ha bisogno di sentirsi sempre leader. Partita vinta, archiviata e la fine della stagione si avvicina con dolcezza, se oltretutto l’Inter, per la prima volta in vita, ci facesse il regalo di vincere contro la Juventus sarebbe il weekend perfetto.

 

Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it