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Milan, Nasce il 4-3-3 di Berlusconi con Pato-Cassano-Ibra

 

CALCIOMERCATO MILAN BERLUSCONI / Fra le critiche che sono state mosse maggiormente a Massimiliano Allegri nel corso dell’ultima stagione, la sua immobilità nel non cambiare mai modulo. Il tecnico toscano si è sempre affidato a inizio partita al 4-3-1-2, anche quando la lista degli indisponibili contava più di 10 unità e in infermeria c’erano – per esempio – sia Boateng , sia Seedorf , inserendo così nel ruolo di trequartista il povero Emanuelson , che non ha mai fatto mancare l’impegno, si è “sbattuto”, ma di certo ha palesato tutte le difficoltà per un ruolo che richiede una qualità tecnica differente. A volte la rosa a disposizione avrebbe permesso un 4-4-2 più quadrato, oppure addirittura un 3-5-2 per la contemporanea presenza di Mexes, Nesta, Thiago Silva. In fondo anche l’intransigente. Il patron del Milan ha già avvertito Allegri Vuole vedere insieme Ibra, Cassano e Pato. Conte ha abbandonato l’amato e collaudato 4-2-4 per affidarsi prima al 4-3-3 e infine al vincente 3-5-2. Il futuro del Milan è ancora disegnato con il centrocampo a rombo, ma il presidente Silvio Berlusconi , negli ultimi colloqui avuti sia con Adriano Galliani sia con lo stesso tecnico (ad Arcore un mese fa e poi telefonicamente) ha suggerito un’idea di gioco più offensiva, al fine di compensare la minore qualità in mezzo al campo, visto che dopo la partenza di Pirlo , quest’anno il Diavolo dovrà fare a meno di un pupillo del patron come Seedorf. Dunque, al Berlusconi allenatore non dispiacerebbe rivedere un Milan d’attacco e meno dipendente dai lanci lunghi per Ibrahimovic e i conseguenti inserimenti dei centrocampisti. Il presidente vorrebbe vedere al fianco di Ibra non uno, ma ben due attaccanti, o comunque due giocatori disposti ai suoi lati al fine di creare un 4-3-3, un modulo che permetterebbe ai tifosi di vedere contemporaneamente in campo Pato (che Berlusconi ha trattenuto a forza nel gennaio scorso mandando in frantumi il piano Tevez ) e uno fra Cassano , Robinho ed El Shaarawy , talento che ha colpito e non poco il numero uno rossonero. Non è un mistero che Berlusconi ami il bel… giuoco e spesso nell’ultima stagione il Milan non lo ha soddisfatto. A “peggiorare” il giudizio, i quattro incontri disputati contro il Barcellona, la squadra che il presidente ha ammirato maggiormente nelle ultime annate, tant’è che spesso si è parlato di un possibile interessamento del club di via Turati per Guardiola . Comunque sia, a Berlusconi manca un Milan maggiormente «padrone del campo e del gioco» e questa squadra impostata per il 90% sulle giocate di Ibrahimovic non l’ha convinto a pieno. Lo svedese è un giocatore che al patron piace (meno alcuni aspetti del suo carattere e certe sue uscite pubbliche come quella sulle difficoltà economiche del club), ma avendo negli occhi le magie di Van Basten , il patron gradirebbe vedere Ibra molto più spesso nella versione finalizzatore che ispiratore. Inoltre Berlusconi è un fan di Pato e nel gennaio del 2011, quando disse addio a Ronaldinho , incoronò Cassano come suo erede (anche il barese, però, ha superato il limite con le sue dichiarazioni sul caso Thiago Silva). Berlusconi vorrebbe vederli tutti in campo per un Milan capace con le giocate degli attaccanti, di sopperire all’assenza di piedi buoni in mezzo al campo. In questo discorso, entra in gioco indirettamente Boateng. Berlusconi – come raccontato già a metà dicembre dopo un Milan-Siena – vede il ghanese a centrocampo, ma è chiaro che per supportare un tridente così poco propenso al lavoro sporco, sulla linea mediana ci sarebbe bisogno più dei polmoni di un Nocerino . Per questo motivo, un’offerta degna di nota per Boateng (magari dal Real…) verrebbe presa in esame. Non solo per gli aspetti extracalcistici, ma anche tattici. Il ghanese non verrebbe rimpiazzato con un trequartista, ma con un attaccante esterno, al fine di avere in rosa una gamma maggiore di scelta per accontentare i sogni di tridente del presidente.

Fabio Alberti – www.milanlive.it