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Editoriale: la scossa di Berlusconi e il papero che dorme

EDITORIALE SCOSSA BERLUSCONI PATO – Che scossa sarà? A poche ore della tanto sbandierata visita di Silvio Berlusconi a Milanello, ci si chiede se e quanto gli incitamenti presidenziali potranno servire a destare l’ambiente. Discorso alla squadra, rassicurazioni personalizzate ai giocatori chiave, qualche consiglio tattico sussurrato nell’orecchio al mister, probabile show in conferenza stampa, e poi? Poi parola al campo, che è quello del San Paolo di Napoli, non certo il palcoscenico più congeniale ad una formazione che, giusto per tentare di essere ottimisti, potremmo definire ‘convalescente’.
Quello uscito dalla sconfitta patita dalla Fiorentina è un Milan affranto, privato a tradimento delle poche certezze che il successo sul Chievo e il pareggio con il Malaga avevano regalato; una squadra svuotata, afflitta da una cronica mancanza di personalità e alla diperata ricerca di un leader che non c’è. Massimiliano Allegri non è più una certezza, questo è un dato di fatto, visto l’incontro avvenuto pochi giorni fa tra i vertici societari per discuterne il futuro. Risultati disastrosi, idee poco chiare e guida tecnica quasi delegittimata. A cosa appelarsi per uscire dal tunnel? Alle doti tecniche? Di fuoriclasse in rosa non se ne vedono: El Shaarawy sta tenendo a galla tutti con un rendimento al di sopra delle aspettative, ma non si può chiedere ad un ventenne di essere sempre il trascinatore, Montolivo cerca disperatamente di prendere in mano il centrocampo, Bonera, dopo anni vissuti all’ombra di Alessandro Nesta, tenta con grande abnegazione di tappare le voragini lasciate dai suoi compagni di reparto… bene ragazzi, ma troppo poco davvero per pensare di puntare a traguardi di prestigio.
Manca il grande campione, manca quell’Alexandre Pato che al cospetto dei viola ha decisamente bucato, l’unico giocatore potenzialmente in grado di rimettere in piedi il Milan. Il problema insormontabile sembravano essere gli infortuni ma, almeno da questo punto di vista, i riscontri sono stati finora positivi: sei gare giocate, per un totale di 319 minuti, senza essere colpito da guai fisici; numeri poco significativi per un atleta qualunque, quasi straordinari per un ragazzo reduce da sei stop per motivi muscolari negli ultimi dodici mesi. La salute regge? Bene, ora fuori gli attributi. Proprio il brasiliano sembra avere più di tutti l’esigenza di essere scosso. Riuscirà il Presidente a destare il papero che dorme?

Mirko Correggioli – Milanlive.it