BOATENG MILAN IBRA NOCERINO – Sempre Kevin Prince Boateng ha rilasciato altre dichiarazioni durante la sua intervista a Die Welt.

Ancora sulla sua squadra: “Cosa manca al Milan di quest’anno? Un attaccante come Ibrahimovic, grazie al quale giocatori come me e Nocerino avevano più spazi e quindi più possibilità di segnare. Ora è un po’ più difficile, siamo migliorati molto e possiamo fare ancora di più. E abbiamo quasi un nuovo Ibrahimovic: se El Shaarawy continua così sarà sicuramente un Ibrahimovic“.

Sui diversi campionati: “In Italia la pressione è più alta che altrove. In una squadra come il Milan, un club di questa importanza, devi continuare a vincere e giocare bene, altrimenti vieni subito bersagliato dalle critiche. Il campionato più difficile, invece, è quello inglese: si gioca a ritmi molto elevati ed è sempre difficile, anche quando una grande squadra gioca contro una piccola. In Germania le cose sono migliorate molto negli ultimi anni, basta guardare in Europa, alla crescita dello Schalke o del Borussia Dortmund: questo dice tutto della crescita del calcio tedesco“.

Poi aggiunge: “Perché in Italia ho una reputazione migliore che in Germania? Penso che sia normale, quando si è giovani, fare qualche errore. Quando arrivi in un paese nuovo nessuno sa quello che hai fatto prima, quindi ho potuto cominciare da capo. La gente sa che in campo a volte sono un po’ pazzo. Le tre cose più importanti oltre al calcio? Mio figlio Jermaine, che viene prima del calcio; la mia fidanzata, con cui sono molto, molto felice; e la salute, senza la quale la carriera di un calciatore può terminare molto presto”.

La sua tripletta di Lecce: “Il mio gol più importante? Ce ne sono tre, quando eravamo sotto di tre reti a Lecce e sono entrato dalla panchina segnando una tripletta. Il pallone? Adesso è a casa, ogni giocatore che segna una tripletta si porta a casa la palla”.

Infine si parla di un episodio passato: “Come ha cambiato la mia vita il fallo su Ballack del 2010? Non l’ha cambiata, a parte che in Germania forse mi odiano in molti. Ma questo è il calcio, può succedere. E poi è successo tre anni fa, ad essere onesti non ci penso più. Se mi piacerebbe essere invitato alla partita di addio di Ballack? Se fossi invitato, giocherei”.